NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Ruggiero Jappelli

UNA VARIEGATA COSTRUZIONE DI TERRA IN UN TERRITORIO STORICO

A VARIEGATED EMBANKMENT DAM IN A HISTORIC LANDSCAPE

… a piè del Casentino
traversa un’acqua c’ha nome l’Archiano,
che sovra l’Arno nasce in Apennino
… (Purg. V, 94-95)

Alla memoria di Giulio Supino

Il progresso tecnico promuove oggi costruzioni di materiali sciolti, anche assai differenti fra loro, che svolgono funzioni distinte nell’ambito del medesimo manufatto. Varietà e flessibilità di utilizzazione rendono possibile la costruzione di dighe anche in territori condizionati da pesanti vincoli per l’approvvigionamento dei materiali. 
Nella memoria si narrano le vicende della diga Bilancino sul F. Sieve, affluente dell’Arno. La storia di quest’opera, ultimata nel 1995 a beneficio di Firenze, inizia nell’immediato dopoguerra, ma ha origini più lontane; la diga è situata in prossimità di Barberino nel Mugello, territorio della Toscana ricco di cittadine, ville storiche, edifici religiosi e opere d’arte, che risalgono alla Famiglia dei Medici. In un ambiente di antiche tradizioni, i vincoli progressivamente imposti dalle locali autorità al prelevamento di materiali è stato necessario risolvere in opera, con una permanente ricerca orientata da un’incessante evoluzione progettuale per conformare il corpo del manufatto a situazioni sempre nuove. Nella variegata sezione tipo hanno così trovato la loro casella di utilizzazione materiali quanto mai diversi; in questo mosaico è stato possibile garantire con adeguati interventi il rispetto dei requisiti di sicurezza nella massa e di reciproca compatibilità ai contatti fra zone diverse, salvaguardando soprattutto i presupposti del progetto originario.
La diga e il serbatoio del Bilancino sono ormai parte del territorio del Mugello, che la Regione Toscana ha contribuito ad arricchire con iniziative che valorizzano acque e terreni, agguagliando popolazioni originariamente diffidenti e rafforzando il legame sociale in un paesaggio fra i più belli d’Italia.
Parole chiave: Diga, Monumento, Terra, Vincolo, Materiale.

A story is told of the events related to a dam completed in 1995 on a tributary of Arno River for the protection of the City of Florence, struck by the disastrous flood in 1966. The Bilancino dam is sited near the small town Barberino in Mugello in a territory of Tuscany rich of villages, historical villas, religious buildings and famous works of art, dating back to the Medici Family. The apparently conflicting dilemma between the construction requirements and the landscape integrity was composed in progress of the earth-work by a quasi-permanent “knowledge yard” searching for the continuous adjustment of the dam body to the situations prevailing in the territorial context under the quarrying constraints progressively imposed by local authorities. In the resulting final variegated dam body quite different materials have found placing and function, like tiles of a mosaic. Overall safety and compliance requisites along the numerous inter-zone boundaries were guaranteed by suitable computations and, if necessary, technical precautions, in full respect of the originary design criteria.
Bilancino dam and related reservoir are by now part of the Mugello landscape, which the Toscana’s Region has contributed to enrich with other recreational initiatives, matching the originally suspicious residents and strengthening the social bond in one of the most beautiful land of Italy. The case demonstrates that technological progress encourages the construction of embankment dams even in heavily constrained territories provided the different available materials entrusted with separated functions be appropriately distributed in the dam body and their safe compatibility ensured.
Keywords: Embankment Dam, Monument, Constraint, Material.