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Marina Colaizzi

NORMATIVA DI RIFERIMENTO E LORO CLASSIFICAZIONE
Le acque di pioggia hanno rappresentato, nell’ambito della disciplina posta a tutela delle acque dall’inquinamento, uno degli argomenti più ardui in termini di definizione e dunque di corretta gestione. Superando non poche forzature ermeneutiche, fondate su una legislazione prima assente, poi imprecisa che, una volta, le contrapponeva ed altra le “assimilava” alle acque reflue industriali. Con il D.lgs. 152/2006 sono state introdotte delle norme di principio volte a fare chiarezza e, conseguentemente, a superare evidenti e diffusi imbarazzi, interpretativi e applicativi, direttamente connessi alla loro classificazione, ovvero corretta qualificazione delle acque meteoriche di dilavamento (e di “prima pioggia”).

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Giovanni Paolo Marati

Vorrei innanzitutto ringraziare gli organizzatori del Convegno: la Cispel, l’Associazione Idrotecnica Italiana e Ti Forma. In particolare, voglio ringraziare il Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana, il Prof. Armando Brath, che, in questa occasione, ha riportato l’Associazione ad essere protagonista in merito ai temi gestionali riguardanti il Servizio Idrico Integrato (SII). L’Associazione è stata un importante interlocutore ed un punto di riferimento sia per la comunità scientifica che per gli operatori del settore, nel confronto che ha preceduto la riforma operata con la “Legge Galli” (i.e: legge 5 gennaio 1994, n. 36) ed il successivo “Metodo Normalizzato per la definizione delle componenti di costo e la determinazione della tariffa di riferimento del servizio idrico integrato” (i.e.: Decreto del Ministro dei Lavori Pubblici 1 agosto 1996). In questo momento, il ricordo va al compianto Ing. Pierluigi Martini, che tanto si dedicò a questi temi. Non può sottacersi che negli ultimi anni è mancato, purtroppo, questo fondamentale contributo tecnico-scientifico in ordine alla dinamica della regolazione del Servizio Idrico Integrato: a mio avviso, in Italia sono pochi i soggetti qualificati a svolgere questo ruolo essenziale.

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RM182802

programma                                   scheda di iscrizione

Riccardo Farnetani

Il prof. Brath ed il prof. Lubello ci hanno illustrato le differenze tecniche tra il sistema di trasporto dei reflui civili e quello delle acque meteoriche, ed hanno esposto la situazione di fatto esistente in Italia. In linea teorica bisogna capire se dal punto di vista tecnico la corretta gestione delle acque meteoriche sia -sempre- quella di realizzare reti separate, ed in particolare una fognatura bianca destinata a raccogliere acque meteoriche di dilavamento, e la fognatura nera destinata a raccogliere, oltre ai reflui veri e propri, anche le acque di prima pioggia. Oppure se al contrario vi siano altre soluzioni tecniche preferibili. La realtà è totalmente differenziata nelle varie parti d’Italia: - nella maggior parte del territorio infatti esistono soltanto reti miste, per lo più gestite dai gestori del SII; - le caditoie stradali e i pozzetti sono gestiti più o meno al 50% da Comuni e da Gestori del SII; - dove esistono le fognature bianche, esse sono in buona parte gestite dai Comuni, e comunque per lo più finanziate dai Comuni con la fiscalità generale; - quando le fognature bianche sono gestite dai Gestori del SII, ciò normalmente avviene in base a convenzioni stipulate con i Comuni, on affidamenti diretti senza gara, convenzioni che sono ulteriori ed integrative delle convenzioni di gestione stipulate con gli Enti d’Ambito.

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Patrizia Piro, professore ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia dell’Università della Calabria, consigliere nazionale dell’Associazione Idrotecnica Nazionale, Membro del Consiglio Direttivo IAHR/IWA Joint Committee on Urban Drainage, è stata eletta all’unanimità - nell’Assemblea Nazionale tenutasi a Roma il 17 gennaio 2018 - nuovo Presidente Nazionale del Centro Studi Deflussi Urbani (CSDU).

Vicepresidenti: Gianfranco Becciu: Politecnico di Milano; Corrado Gisonni: Università della Campania