NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta.

Approvo

Editoriale n. 6-2012

Un tribunale italiano ha condannato sei scienziati ed un ex dirigente pubblico per avere dato informazioni sbagliate al comune e agli abitanti dell’Aquila poco prima che la città fosse devastata da un terremoto. La sentenza è stata paragonata alla condanna di Galileo da parte del papa nel 1633. Il giudice è accusato di ignorare la verità scientifica secondo cui i terremoti non si possono prevedere e di aver cercato dei capri espiatori per placare l’indignazione degli aquilani. In realtà questa interpretazione della sentenza è sbagliata. Il magistrato ha riconosciuto che i terremoti non si possono prevedere. Però ha anche ritenuto che gli imputati avessero presentato un quadro troppo rassicurante proprio per calmare una popolazione in preda al panico, e che l’avessero fatto dopo un riunione ufficiale tenuta pochi giorni prima del terremoto, quando la regione era scossa da mesi da uno sciame sismico”.
L’editoriale del Financial Times concorda che gli imputati avrebbero potuto essere più cauti nel diffondere un messaggio rassicurante senza una certezza scientifica e che bisognerà capire se i politici hanno fatto pressione sugli scienziati per condizionarne i pareri.
Ma condannarli per omicidio colposo è sbagliato: in caso di terremoto, che gli scienziati non informino adeguatamente la popolazione sui rischi non significa certo che siano responsabili dei morti provocati dal sisma. La sentenza del tribunale è un precedente pericoloso. Il presidente della commissione grandi rischi italiana si è dimesso per protesta. Probabilmente in futuro gli scienziati eviteranno di dare consigli al governo su come affrontare sismi e catastrofi naturali e, quando lo faranno, tenderanno a essere allarmisti solo per coprirsi le spalle. Questo rischia di essere dispendioso e di alimentare inutilmente il panico. Sarebbe saggio che la corte d’appello rivedesse questa sentenza. Dopodiché i tribunali farebbero bene a concentrarsi sui molti processi ancora in corso contro i costruttori e gli ingegneri che hanno violato le norme edilizie. Bisognerebbe anche indagare sulla condotta dei politici locali, finora mai toccati dalle indagini. Sarebbe una risposta molto più valida alle proteste dei cittadini aquilani.
Ignorare un fatto così importante non ci è sembrato corretto. Anche il commento diretto non era facile per chi è legato da affetto e stima ad imputati dei quali può testimoniare la passione civile e il senso istituzionale. Riportare il commento di un prestigioso giornale straniero ci è sembrato una scelta equilibrata. 
In questo numero gli articoli della sezione Memorie si occupano di cambiamento climatico, costruzioni idrauliche e idraulica fluviale. Ester Nana, Andrea Soncini, Bibiana Groppelli e Daniele Bocchiola presentano i risultati di uno studio che si è proposto di valutare gli effetti di un potenziale cambiamento climatico sulla resa agricola del mais in provincia di Cremona. I risultati mostrano un lieve aumento di produzione per riscaldamenti inferiori a 1°C e una diminuzione della stessa per riscaldamenti superiori. Sono stati valutati altresì gli effetti delle diverse tecniche irrigue e dell’anticipo della data di semina, cioè delle possibilità di adattamento che gli agricoltori possono mettere in atto. Francesco De Paola, Maurizio Giugni e Maria Elena Topa analizzano i risultati sperimentali di una cassa di espansione in derivazione alimentata da una soglia di sfioro controllata da valle, al variare delle caratteristiche geometriche della soglia. I risultati sono confrontati con quelli ottenuti tramite modellazione numerica e sono dedotte utili indicazioni per il dimensionamento della cassa. Infine è sviluppato un confronto fra dati sperimentali relativi alle casse di espansione in derivazione e quelli ottenuti da precedenti indagini sulle casse di espansione in linea. Silvano
Fortunato Dal Sasso, Aurelia Sole, Vito Antonio Copertino, Domenica Mirauda, Antonio Volpe Plantamura, Luciana Giosa e Annibale Guariglia descrivono le indagini condotte sul progressivo cambiamento morfo-idrodinamico che si è verificato in un tronco del fiume Noce in Basilicata, per effetto di una colata di terra. Il confronto fra le variazioni altimetriche misurate in situ e quelle ottenute dai modelli mostrano una soddisfacente convergenza.
La sezione Note Tecniche è dedicata alle dighe e agli impianti idroelettrici. Ruggiero Jappelli descrive la storia della diga Bilancino sul F. Sieve, in particolare le problematiche tecniche che sono state affrontate nella realizzazione del corpo diga, in presenza di severi vincoli territoriali, e le iniziative che la Regione Toscana ha messo in atto per la valorizzazione dell’opera, superando le originarie diffidenze della popolazione e rafforzando il legame sociale nel rispetto del progetto approvato e del paesaggio fra i più belli d’Italia. Piero Sembenelli descrive sei grandi avandighe che l’Autore ha progettato negli ultimi 30 anni, fra le quali le più grandi sono quelle per la protezione dei lavori di scavo del nuovo canale di Panama, attualmente in costruzione. Antonio Zannin, Paolo Battagion e Luigino Pretto descrivono la centrale idroelettrica di Fener in provincia di Belluno, che il Consorzio di Bonifica Piave ha realizzato sfruttando il rilascio del deflusso minimo di rispetto.
La rubrica Discussioni ospita due interventi: il primo di Massimo Veltri prende spunto dalla sentenza de L’Aquila per analizzare anche il ruolo che ha avuto la Protezione Civile nel nostro Paese mentre nel secondo Ruggiero Jappelli, con la saggezza che gli deriva dalla sua lunga esperienza, discute su importanza e limiti delle commissioni di esperti a cui spesso vengono delegati ruoli e decisioni improprie compromettendone l’utilità. 
Vorrei infine segnalare le Recensioni di tre libri: Eugenio De Fraja Frangipane in Ingegneria Sanitaria: due secoli di storia, di cultura e di scienza racconta la storia di questa fondamentale disciplina, mentre Willi H. Hager in Wastewater Hydraulics: Theory and Practice. Second Edition sviluppa le tematiche di interesse nella progettazione idraulica delle reti di drenaggio e delle opere idrauliche in esse inserite; infine Luigi Da Deppo, Claudio Datei, Virgilio Fiorotto e Paolo Salandin in Acquedotti, Quarta Edizione, aggiornano e sviluppano ulteriormente questo eccellente supporto didattico e professionale. 

Il Direttore
Mario Rosario Mazzola