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n. 6-09 Marini et al.

Alberto Marini, Luca Cavallaro

VULNERABILITA’ DI UN LITORALE ANTROPIZZATO COSTITUITO DA CIOTTOLI E MASSI. Il caso di Riposto (Catania)

VULNERABILITY OF A HIGHLY ANTHROPIC LITTORAL MADE OF GRAVEL AND BOULDERS. The Case of Riposto (Catania)

Sommario
Le spiagge costituite da materiale di grossa pezzatura sono state solo raramente oggetto di studio, sia per la loro limitata diffusione, sia per le incertezze che ancora oggi esistono nella caratterizzazione di alcuni fenomeni . Il presente lavoro ha lo scopo di valutare la stabilità del tratto di litorale immediatamente a Sud del Porto di Riposto (Catania), costituito da ciottoli e massi in presenza di diverse opere. Per una corretta descrizione della mobilità del materiale è stata preventivamente studiata l’idrodinamica sia con modelli analitici sia con modelli numerici che risolvono le equazioni non lineari per acque basse. Note le caratteristiche idrodinamiche si sono valutate le dimensioni dei ciottoli mobilitabili da mareggiate caratterizzate da diversi tempi di ritorno. I risultati evidenziano una significativa mobilità dei sedimenti anche in corrispondenza di tempi di ritorno non elevati e inducono a proporre soluzioni con interventi atti a mitigare la vulnerabilità degli edifici per civili abitazioni e delle infrastrutture stradali litoranee.
Parole chiave: Spiaggia ciottolosa, Equazioni non-lineari per acque basse, Frangimento, Idrodinamica, Morfodinamica.

Summary
Boulder beaches have so far been a neglected subject, both because of the their relative rarity and because of the inherent difficulty to characterize their behaviour. The present paper is aimed at estimating the morphological stability of a boulder and gravel littoral zone, close to the Port of Riposto (Catania), which over the years has been the object of various beach protection measures. Both analytical and numerical models, these latter based on Non Linear Shallow Water Equations, have been used with storm wave data with various return period, in order to correctly evaluate the hydrodynamic conditions triggering the beach material movements. Results point out that high displacements can occur even for low return period storms, thus suggesting that that new beach protection measures must be take into account in order to mitigate the impact on houses and littoral infrastructures.
Keywords: Boulder Beach, Non-Linear Shallow Water Equations, Breaking, Hydrodynamics, Morphodynamics.

n. 6-09 Baldovin et al.

Ezio Baldovin, Nicola Brizzo

GORGE DI SUSA. Un serbatoio di demodulazione per l’impianto idroelettrico di Pont Ventoux

SUSA GORGE. A Demodulation Reservoir for Pont Ventoux Hydro Power Plant


Sommario
Nell’ambito di un importante programma di manutenzione straordinaria e sviluppo di Iride Energia S.p.A. (già A.E.M. di Torino S.p.A.) è stato progettato e costruito nell’Alta Val di Susa il nuovo Impianto Pont Ventoux-Susa da 150 MW. La produzione di energia ed il pompaggio sono realizzati in una centrale sotterranea ubicata tra i Serbatoi di Clarea e Susa. Quest’ultimo è lungo circa 1.100 m ed ha una capacità di 470.000 m3. Esso è formato da una diga sul Fiume Dora Riparia, 1 km a monte della Città di Susa, in un tratto della valle denominato“Le Gorge”. Le condizioni geostrutturali e le caratteristiche favorevoli dei calcescisti locali hanno determinato la scelta di una diga ad arco-gravità. Essa ha un’altezza massima di 57 m sulla fondazione. L’imposta è stata ricavata con uno scavo, nelle alluvioni di fondo, profondo 27 m. Il coronamento, a quota 537.75 m s.m., è largo 4 m ed ha una lunghezza di 92 m. Lo scarico di superficie è situato nella parte centrale della diga ed è dimensionato per una portata millenaria di 1100 m3/s. La galleria dello scarico di fondo principale, progettata per una portata massima di 142 m3/s, è ubicata in sinistra. Uno scarico di fondo sussidiario con portata massima di 49 m3/s è ricavato nel corpo diga. L’escursione giornaliera del livello idrico, per la regolazione delle portate scaricate ed il pompaggio, varia tra 515.0 e 531.2 m s.m.
Parole Chiave: Modellazione dell’imposta, Diga ad arco gravità, Serbatoio di demodulazione, Centrale sotterranea, Scarico di superficie.

Summary
The new 150 MW Pont Ventoux-Susa Plant has been designed and built in the Upper Susa Valley as a part of an important program of extraordinary maintenance and development of Iride Energia S.p.A. (once A.E.M. of Turin S.p.A.). The production of energy and the pumping are realized in an underground power station located between Clarea and Susa Reservoirs. The second one is about 1.100 m long and has a capacity of 470.000 m3. It is formed by a dam on the Dora Riparia River, 1 km upstream of Susa Town, in a stretch of the valley named “Le Gorge”. The geostructural conditions and the favourable characteristics of the local calcschists suggested to build an archgravity dam. It has a maximum height on the foundation plan of 57 m. The abutment has been excavated 27 m deep in the alluvium material of the valley bottom. The crest, at elevation 537.75 m a.s.l., is 4 m wide and has a length of 92 m. The spillway is located in the central part of the dam and is able to discharge a flow of 1100 m3/s with return time of 1000 years. The main bottom outlet tunnel, designed for a maximum discharge of 142 m3/s, is located on the left. A subsidiary bottom outlet with maximum discharge of 49 m3/s is present also in the dam body. The daily water level range, due to the regulation of the discharged flows and the pumping, varies between 515.0 and 531.2 m a.s.l.
Key Words: Abutment Modelling, Arch-Gravity Dam, Demodulation Reservoir, Underground Powerhouse, Spillway.

n. 6-09 Fabbrini

Michelangelo Fabbrini

LA PENURIA D’ACQUA E LE CONDIZIONI IGIENICOSANITARIE NELLA FIRENZE DELL’OTTOCENTO. Le soluzioni nei disegni degli ingegneri

SHORTAGE OF WATER AND HYGIENIC-SANITARY SITUATIONS IN FLORENCE IN THE NINETEENTH CENTURY. The Solutions after the Engineers’ Projects


Sommario
Le conoscenze in fatto di igiene nel settore dei servizi idrici erano scarse ancora nella metà dell’Ottocento e, prevalentemente prerogativa dei medici. In quegli anni le difficoltà idriche di alcune città, come Firenze, spinsero all’approfondimento della questione da parte degli ingegneri. Il capoluogo toscano è sempre stato povero d’acqua: l’acquedotto romano non era più in funzione da secoli e la città si riforniva quasi esclusivamente con pozzi che davano acque pessime, inquinate dagli smaltitoi dei rifiuti domestici, generalmente costruiti nelle vicinanze dei pozzi stessi. L’idea dell’approvvigionamento da acque superficiali portò all’interesse per le acque della Sieve, dell’Arno a S. Ellero o addirittura del Reno; anche l’utilizzo delle sorgenti incontrate sulla “Porrettana” furono considerate con molti studi e poche soluzioni effettive, fino al definitivo progetto Canevari - Del Sarto del 1869, che prevedeva di captare la falda a sud di Firenze. L’impianto, che sfruttava prevalentemente l’energia idraulica del fiume per innalzare l’acqua, rimase in attività per molti decenni, ma i problemi non finirono giacché nel 1890 si riconobbe una fonte di inquinamento della falda. Connesso al problema dell’approvvigionamento idrico, nello stesso periodo, era quello dello smaltimento delle acque reflue, risolto in maniera rapida, ancorché imperfetta, da Poggi negli anni Sessanta con il progetto di una rete fognaria capillare che servì tutta la città.
Parole chiave: Approvvigionamento idrico, Firenze, Acquedotto, Fognatura.

Summary
The knowledge about hygiene in the water services ambit in the middle of the nineteenth century was very poor and was mainly prerogative of the medical doctors. During those years the water difficulties in some towns, like Florence, pressed engineers into a closer examination of the matter. The Tuscan capital has always been poor of water: the Roman waterworks had not been used for centuries so the town was supplied almost only with wells from which very bad water- often polluted from drains of household waste, built in the vicinity of the wells- was drawn. The idea of the supply by surface water caused the interest for the waters of the rivers Sieve, Arno at St. Ellero and even for the river Reno, also the use of the springs along the “Porrettana” highway were considered but with few solutions up to the final project Canevari-Del Sarto in 1869 which proposed to collect the water form the water-bearing stratum in southern Florence. The water system which exploited mainly the river water energy to raise water, was fully operational for many decades, but the problems did not cease as in 1890 a source of pollution was found in the waterbearing stratum. Together with the trouble of water supply, there was that of the draining of sewage , to which Poggi gave a rapid, even if imperfect solution in the 70s , with a project of a capillary sewage system that served the whole town.
Keywords: Water Supply, Florence, Waterworks, Drainage.

consorzio Tiberina

Vi ricordiamo che l’appuntamento della costituzione del "CONSORZIO TIBERINA - Agenzia di sviluppo per la valorizzazione integrale e coordinata del Bacino del Tevere", avverrà il 29 gennaio 2010 alle ore 16.00 presso lo Studio del Notaio Mario Silvestri a Roma in Via Paolo Emilio n. 32.

Fino al 15 gennaio sarà possibile far pervenire a questa Associazione (che fa da Proponente) la documentazione per partecipare in qualità di Consorziati Fondatori (con quote consortili da € 1.250,00 minimi a € 30.000,00 massimi, per multipli di € 1.250,00). I Consorziati Fondatori avranno i maggiori diritti in Assemblea, secondo lo Statuto già approvato da alcuni Enti Pubblici per l’ingresso; alcune Amministrazioni Comunali e Provinciali stanno proprio accelerando gli iter interni in tal senso.

I documenti necessari sono, tipicamente:
- visure o certificati da cui risultino i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione;
- delibere di adesione al Consorzio, ove sia necessario in base agli Statuti dei Consorziandi;
- eventuali deleghe di partecipazione all’Assemblea del 29 gennaio.

La formula del Consorzio consentirà comunque accessi nel tempo di Consorziati Ordinari; lo Statuto – il cui testo sarà inviato a chiunque lo desiderasse – prevede anche le formule di Consorziato Onorario e Consorziato Aggregato.

Hanno già inviato adesione: Unioni Nazionali e Regionali (di aziende, di Comuni, di Pro Loco, etc), tour operators operanti in Italia e all’Estero, imprese di produzione di beni e servizi, Enti vari (fieristici, etc), Parchi, Atenei, Consorzi con interessi “d’area” o “di settore”, Associazioni, altri soggetti e – finora – una ventina di Comuni (mi scuso con chi riceve una comunicazione superflua).

All’Ordine del Giorno, il 29 gennaio, anche il piano di attività 2010 e le deleghe per un rapido avvio dell’operatività. Con questo atto nascerà ufficialmente – si potrebbe dire – una nuova regione (che abbiamo denominato TIBERINA), nella quale lavoreranno insieme – per “fare sistema” sul serio, come si evince – istituzioni nazionali e locali, imprenditori, università e associazioni.

Il Consiglio di Amministrazione sarà costituito da tecnici di varie estrazioni e di alta professionalità, a rappresentare le diverse componenti disciplinari e settoriali coinvolte. Se proprio si vuole dare un cenno agli aspetti di carattere politico, è importante segnalare come il progetto non si riferisca ad un particolare orientamento, e già annoveri futuri Consorziati con Amministrazioni di differenti “colori”. All’Osservatorio Istituzionale previsto in Statuto saranno invitati – fra gli altri – Ministeri, Regioni e l’Autorità di bacino del fiume Tevere, mentre – almeno da quanto fin qui emerso – per l’ingresso nel Consorzio dovrebbero essere le Province gli Enti preposti alla gestione del territorio, nell’ordinamento attuale, col livello gerarchico più elevato.

Per informazioni:
Associazione Amici del Tevere
Tel. 06.3202087 - 06.32500420 
Fax: 06.32650283
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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II giornata GII


VENERDÌ 15 GENNAIO 2010, ORE 10.00
POLITECNICO DI MILANO Auditorium, via Pascoli 53

SECONDA GIORNATA DI STUDIO GII

 

 «La qualità della ricerca e della didattica nelle discipline idrauliche»

Organizzata da: Gruppo Italiano di Idraulica (GII), Dipartimento di Ingegneria Idraulica, Ambientale, Infrastrutture Viarie e del Rilevamento (DIIAR), Politecnico di Milano, Associazione Idrotecnica Italiana (AII).


INTRODUZIONE
10.00    Apertura Enrico Larcan (Direttore DIIAR, Consiglio Scientifico GII)
10.15    Saluto delle Autorità Accademiche

LE ASSOCIAZIONI DELLE SCIENZE IDRAULICHE
10.30    Massimo Veltri (Presidente, AII)
            Associazione Idrotecnica Italiana
10.45    Alessandro Santini (Presidente AIIA)
            Associazione Italiana di Ingegneria Agraria   
11.00    Ezio Todini (Presidente SII)
            Società Idrologica Italiana
       
LA QUALITA' DELLA RICERCA
11.15    Salvatore Troisi, Università della Calabria
            Dialogo dei Saperi
11.30    Alberto Montanari, Università di Bologna
            Validazione dei Modelli
11.45    Discussione

LA QUALITA' DELLA DIDATTICA
12.15    Pierluigi Claps, Politecnico di Torino
            Offerta formativa
12.30    Bruno Brunone, Università di Perugia
            Dottorato di Ricerca   
12.45    Discussione
   
13.15 PAUSA PRANZO

VERSO UNA NUOVA UNIVERSITA' (dibattito sul Disegno di legge, sull’ANVUR, sui nuovi SSD, sui nuovi ordinamenti didattici, sul mondo della nota 160)
14.15   Interventi programmati e tavola rotonda
           in ordine alfabetico:  Aronne Armanini, Corrado Baldi,
                                        
Giulio Ballio, Luca Bonomo,
                                         Vito Cardone, Antonio Cenedese,
                                         Giuseppe Frega, Giovanni Seminara,
                                         Paolo Veltri

16.30     CONCLUSIONE DEI LAVORI

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