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Giuseppe Bombino

UN’ANTICA TESTIMONIANZA SULL’USO DELLA LOCUZIONE “BRIGLIA” NELL’IDRAULICA FLUVIALE

AN ANCIENT EVIDENCE ABOUT THE USE OF THE TERM “BRIGLIA” IN RIVER HYDRAULICS

Il termine “briglia” nelle sistemazioni idraulico-forestali è utilizzato per identificare un’opera trasversale(1), così denominata “in quanto paragonando, con felice metafora, il torrente ad un focoso cavallo, serve a frenarne l’impeto” (2).
In una precedente nota (L’Acqua n. 2/2010) si è dimostrato che il paragone tra torrente e cavallo, sebbene spontaneo e metaforicamente efficace, rimanda ad una consolidata tradizione culturale che caratterizza il catalogo arcaico e il genere epico della letteratura greca, in cui l’elemento naturale e animale si sovrappongono assumendo funzioni e ruoli simili. Le analisi testuali e filologiche hanno evidenziato che l’adozione del termine “briglie” nelle sistemazioni idraulico-forestali deriva non già da una semplice associazione di idee, bensì da un consapevole uso di coordinate culturali e letterarie attraverso cui, su un piano tutto simbolico, si è pensato al medesimo strumento, le briglie appunto, per “persuadere” e controllare il torrente come un cavallo.
Le antichissime attestazioni riscontrate nella cultura classica (per i cui dettagli si rimanda alla già menzionata nota) condurrebbero a ipotizzare che nella correzione dei torrenti l’uso della voce briglie, come sinonimo di redini, sia altrettanto remoto.
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