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Editoriale n. 6-2010


UN AUTUNNO DIFFICILE

Un autunno carico di interrogativi e di qualche spiegazione, per la nostra Associazione. Interrogativi soliti, in verità, conditi con qualche elemento oggettivo di allarme, mentre per le spiegazioni e le risposte siamo ancora alla ricerca di una condizione a regime, siamo al contingente. Le nostre centinaia di iscritti, fra soci ordinari e soci sostenitori, era sembrato avessero deciso di mettere da parte il piglio di una forte partecipazione attiva e di un sostegno continuo all'Associazione. A fine settembre è scattato l'allarme: l'esposizione finanziaria e i conti in rosso erano elementi di profonda preoccupazione. Situazione di cassa da molti anni deficitaria, che ci ha portato tutti a comportamenti e regimi di estrema sobrietà, non disgiunti, però, dalla necessità di accreditarci sempre più, con iniziative, prese di posizione, convegni, presso soggetti e interlocutori, storici e più attuali, in grado di fungere come sponda alle nostri "ragioni sociali". Una necessità che si è esplicata in tanti modi e con frequenza crescente, ma il dato era che il numero dei soci morosi, il costo della rivista erano tali da farci pensare al peggio. Ho molto drammatizzato la situazione informando per iscritto i Presidenti delle Sezioni ed il Consiglio tutto e siamo pervenuti a una riunione del Consiglio Generale di metà novembre, di cui leggerete verbali e discussioni, e a quelli rimando.
In questa sede mi interessa porre sotto gli occhi degli iscritti alcune questioni, fra loro intrecciate, che sottindendono a discussioni e a verbali. Misure per il breve periodo le abbiamo rintracciate e deliberate.
Ci assicurano di far fronte alle esigenze immediate di cassa, e quindi grossi timori per ora non ci sono, anche perché taluni soci "ritardatari", forse solleticati dal mio allarme, hanno provveduto a versare la quota. Ci sono invece, e sono emersi nel corso della discussione, sensibili incertezze sul senso, la portata, il valore nostro del volere e potere continuare, senza aver bisogno di ricorrere anno dopo anno a misure tampone di segno solidaristico e di autotassazione.
La crisi dell'associazionismo, di cui più volte abbiamo detto e ridetto; le difficili condizioni economiche del paese, l’idraulica non più al centro della tecnica italiana sono sotto gli occhi di tutti; un’organizzazione del sistema Italia profondamente mutata rispetto alla nostra golden age; una sorta di impermeabilità da parte di poteri e soggetti decisionali nel dialogare con chi è espressione e portatore di esperienze, know how e sapienti capacità di intervento in problemi sempre più sofisticati e in rapido cambiamento; la rivista, il nostro fiore all'occhiello, a cavallo fra sede di contributi scientifici, informazioni alle imprese, servizi alle libere professioni, che deve forse scegliere dove dirigersi, con maggiore e migliore consapevolezza... ecco, forse tutto questo ce lo siamo detti un pò di meno e con minor convinzione, preferendo spostare sempre più in là i momenti e le sedi della discussione e delle decisioni.
Nel nostro Consiglio Generale le perplessità, le discussioni, le critiche, le proposte ci sono state e di vario segno, tutte aventi per sfondo la constatazione di un deficit di tasso d'incidenza molto sostenuto nei riguardi dei processi e delle dinamiche odierne. Abbiamo calendarizzato riunioni mensili di Giunta per sviscerare e capire e affrontare con il massimo della nostra responsabilità la situazione tanto dell'oggi che del domani, abbiamo invitato i Presidenti delle Sezioni a discuterne a livello regionale, ho preferito farlo anche qui, alla luce del sole, riflettere e discutere con voi tutti, sollecitandovi a dare all'Associazione il vostro contributo di riflessioni, idee, proposte, che sono certo non mancherà e che ci servirà per gestire al meglio le nostre attività.

 

Il Presidente
Massimo Veltri
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