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Editoriale n. 4-2011


Per un Maestro

Questo numero della Rivista è particolarmente dedicato all’incontro organizzato il 10 febbraio a Pavia dalla Sezione padana dell’Associazione, durante il quale abbiamo celebrato l’ottantesimo compleanno di Ugo Majone. Ottimamente organizzata da Armando Brath, Presidente della Sezione stessa, la manifestazione ha visto la presenza di oltre un centinaio di partecipanti, provenienti da tutta Italia ed appartenenti al modo accademico, professionale e delle istituzioni. A sollecitare una tale partecipazione sono stati principalmente l’affetto, la stima personale e il riconoscimento dei valori scientifici di Ugo, al quale tutti i presenti erano in qualche modo legati per attività di studio o per ragioni professionali. Erano presenti i familiari a testimoniare l’affetto che Ugo ha costantemente dimostrato per loro, che gli sono stati sempre vicino in tutte le vicende che hanno accompagnato la sua lunga carriera.
Nel saluto di apertura Armando Brath ha innanzitutto ricordato il suo primo impegno professionale con Ugo, avvenuto nel corso del grave evento di frana della Valtellina nell’estate 1987. In quella occasione nacque una reciproca stima, che sarebbe poi durata per molti decenni di lavoro in comune.
Ha preso quindi la parola Carlo Ciaponi, per portare il saluto della Facoltà di Ingegneria dell’Università di Pavia, che ha ospitato la manifestazione. Egli, richiamando le vicende che negli anni ’80 portarono all’attuazione della Facoltà stessa e della realizzazione del Campus ove essa si trova tuttora, ha ricordato l’impegno e la passione di Ugo per promuovere la realizzazione di una scuola che si sarebbe allacciata alle vecchie tradizioni scientifiche di un’Università già famosa nel mondo. Erano anni difficili, ma Ugo seppe egregiamente superare tutte le difficoltà e venne ben presto nominato Preside.
Lucio Ubertini ha quindi assunto la presidenza dell’incontro, con un breve saluto introduttivo, soffermandosi in particolare, sul ruolo avuto da Ugo nel diffondere l’Idrologia quale disciplina fondamentale nei problemi delle acque. Ha preso quindi la parola Giuseppe Frega, che ha ricordato il suo primo incontro con Majone, avvenuto al Politecnico di Milano negli anni ’60. Successivamente, Giuseppe De Martino ha richiamato il tempo della presenza a Napoli del giovane laureato Ugo Majone, affrontando poi un tema di grande attualità, quello delle fiumare calabre, sul quale si erano insieme cimentati. Anche l’intervento di Gugliemo Benfratello è stato dedicato al periodo in cui egli ed Ugo si trovavano al Politecnico di Milano, sotto la guida di Giulio De Marchi.
Con una lunga nota, Alessandro Paoletti, dopo aver ricordato il periodo trascorso nel Politecnico, richiama il ruolo del “Centro Studi Idraulica Urbana”, iniziativa voluta dallo stesso Ugo, descrivendone l’attività ed i risultati raggiunti negli anni più recenti. Fa seguito Luigi Natale, che ricorda come, nei suoi primi anni di attività presso l’Università di Pavia, Ugo gli propose di intraprendere uno studio innovativo sull’idrologia, traendo lo spunto da un impegnativo “progetto” allora in corso sul bacino dell’Arno. Con pari impegno, Pasquale Versace analizza la corrente situazione dell’insegnamento universitario in materia di Idraulica, mettendone in evidenza l’importanza, in vista soprattutto dei problemi attuali: questo tema sarà probabilmente trattato in un Convegno che sarà organizzato nell’anno in corso. Gli fa eco Giovanni Iannelli, che sottolineando il ruolo dell’Idraulica nelle discipline ambientali, conclude con un richiamo alla storia degli insegnamenti in materia di ingegneria nell’Università di Pavia.
A conclusione della giornata, ha preso la parola Ugo, visibilmente commosso, per ringraziare innanzitutto i relatori e tutti i presenti. Nello spirito di questa manifestazione, ha voluto effettuare una dotta disamina sul tema “Discepoli o maestri?”, richiamando la sua personale esperienza nei lunghi anni trascorsi come studioso, docente, nonché al servizio delle istituzioni chiamate ad affrontare numerosi e pressanti problemi in fatto di acque.
Abbiamo inserito in questo numero della rivista il testo completo delle presentazioni effettuate a Pavia, poiché ritengo il loro contenuto utile ad una valutazione aggiornata di molti problemi che interessano la situazione delle acque nel nostro Paese. Mi conforta in questa decisione la riconosciuta competenza degli Autori che hanno saputo cogliere l’occasione dell’incontro che l’Associazione ha organizzato per festeggiare un collega e amico che molto ha saputo dare – e continua tuttora a dare!- all’Ingegneria italiana.
Accanto agli interventi di Pavia abbiamo ritenuto di inserire una nota di Gilberto Muraro “Investiments on Large Public Works: the Contribution of Public Economics”, nonché un contributo di Jappelli, Iadevaia e Catalano “Per la sopravvivenza di un insostenibile patrimonio infrastrutturale”, seguito dalla recensione di un libro di Giorgio Temporelli “Da Molare al Vajont. Storie di Dighe”, curata da Marcello Benedini e Ruggiero Jappelli. Sono tutti argomenti che, in varia misura, hanno un legame con la figura e l’attività di Ugo Majone, che ha saputo sempre affrontare con competenza e serenità i più disparati problemi in fatto di acque.
In definitiva, ritengo che questo numero della Rivista possa essere la più ampia espressione di gratitudine ed affetto per Ugo da parte di tutta l’Associazione Idrotecnica italiana, della quale è stato per molti anni attivo Presidente, di cui è ora Presidente Onorario, e per la quale continua tuttora a curare con passione la direzione della Rivista stessa.

Il Presidente
Massimo Veltri
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