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Editoriale n. 5-2011


Approfondimenti, Attualità: il Nostro Compito

Il numero cinque della rivista si inserisce lungo la scia dei numeri ‘classici’ che esprimono il senso del nostro lavoro nell’Associazione Idrotecnica Italiana. Note scientifiche, cioè divulgative, storiche, informative, improntate al rigore della nostra scuola idraulica, tanto a livello accademico che tecnico-professionale, coerenti con le domande che una società in movimento pone, pronte ad aderire alle esigenze di un sistema-paese evoluto e complesso, costantemente alle prese con problemi nuovi e diversi.
Dopo il numero dedicato alla giornata di studio in onore del nostro Presidente onorario Ugo Majone, con i contributi presentati dalla comunità scientifica e professionale idraulica a Pavia a inizio d’anno, nelle pagine seguenti ospitiamo innanzitutto, uno studio rivolto alla definizione delle aree sensibili alla desertificazione nel bacino del fiume Tusciano ed una memoria sull'indice di funzionalità fluviale in Calabria. Seguono una descrizione degli eventi pluviometrici del bacino del fiume Toce e la presentazione di un modello di formazione e gestione della risorsa idrica in Valtellina. Seguono ancora uno studio sulla valutazione dell'indice di erosività marina nel litorale ionico della Basilicata e una memoria dedicata all’insegnamento che si può ricavare dalla rottura delle dighe. Conclude una descrizione sul rifornimento idrico della Villa di Padantarìa. Tanti, diversi aspetti delle discipline idrauliche; argomenti trattati con tecniche diverse, affrontati con background coerenti con le scuole e le sensibilità presenti sul nostro territorio nazionale, che in pratica è
oggetto di studio delle memorie, in termini quasi paradigmatici.
Ma in Associazione stiamo da tempo lavorando perché il nostro compito, la nostra ‘mission’ siano sempre più all’altezza dei compiti e delle sfide via via più nuovi e impegnativi che i tempi ci prospettano: terremo tempestivamente informati soci e lettori delle novità che sono ormai in fase di definizione.
Mentre una novità non può definirsi il prossimo numero, il numero sei, l'ultimo del 2011, che sarà ancora un numero speciale, questa volta dedicato all'anno del centocinquantesimo dell'unità d'Italia. Sarà un numero speciale, interamente dedicato all’acqua nei centocinquanta anni dello stato unitario. Lo abbiamo pensato da tempo, lo abbiamo attentamente preparato, abbiamo invitato chi a nostro giudizio poteva con autorevolezza e competenza ripercorrere i momenti e le fasi in cui l'acqua ha segnato, ha cadenzato l’avanzamento della costruzione di uno stato, di un popolo, attraverso l'adeguamento infrastrutturale, le dotazioni energetiche, le affermazioni di scuole e università, la messa in sicurezza del territorio, il susseguirsi di un apparato normativo e di un’organizzazione dei servizi amministrativi e gestionali adeguati. L’acquedotto pugliese, le dighe, la bonifica idraulica, le alluvioni... Sono solo alcuni degli argomenti trattati che, siamo certi, attireranno l'interesse e -ci auguriamo- il consenso di chi ci leggerà. Pensiamo così di contribuire a ricordare un appuntamento, che non è e non vuol essere solo un ricordo, bensì il riscoprire e rilanciare le ragioni di una presenza e di un ruolo determinanti che la comunità idraulica ha rivestito nella ‘nascita della nazione’.
Presenza e ruolo che intendiamo sottolineare con decisione e nei fatti, nei confronti, peraltro, di infondate e ingiustificate velleità separatistiche, di ripetute e inammissibili sottovalutazioni dell'importanza e dei compiti dei saperi, delle competenze, della ricerca, del ‘saper fare’.
Il nostro essere Associazione Idrotecnica Italiana è questo, è essenzialmente questo, e il nostro impegno sarà costante, crescente, lungo questa direzione.


Il Presidente

Massimo Veltri
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