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Vittorio Maugliani

DAM MAINTENANCE AND GOVERNMENT SURVEILLANCE IN ITALY

LA MANUTENZIONE DELLE DIGHE E LA VIGILANZA GOVERNATIVA IN ITALIA


Government surveillance on dams was established in Italy in 1925, after the Gleno disaster, but only after the Land Defence Law in 1989 a targeted administration was set up, with central headquarters and regional offices (Servizio Nazionale Dighe). Only in 1996 the regional offices became operative. In 2003 this service became an autonomous Authority (Registro Italiano Dighe), self-financing by means of contributions compulsory by law. This Authority looked after 548 great dams (higher than 15 meters and/or with storage greater than 1.000.000 m3) of all types, whose ages range from more than one hundred to few years. It is reported the statistical analysis of the maintenance works (more than 1500), both ordinary and extraordinary, executed on Italian dams by the impulse and under the supervision of the government surveillance offices between 1996 and 2005. Low level maintenance is not considered (painting, lubrification, small restoration, etc.). Only interventions which change or renew some plant part are considered. As extraordinary maintenance are considered all intervention which change some main feature of the dam subjected. The analysis is led on geographical basis, by technical purposes (hydraulic, structural and operational safety, long term conservation, hydraulic efficiency) and by plant parts (retaining structure, spillways, bottom outlets, accessory equipments – electric, measurement and oilpressure equipments - and complementary civil works). The works attained great improvement in safety, reliability, durability and available storage capacity for dams and linked plants, most of which are hydroelectric. As specific instances, the paper deals with some large maintenance works which solved special problems:
- Isola Serafini, a gate-structure dam affected by sub-filtration, erosion and consequent downstream movements;
- Poglia, a “Marcello” hollow dam affected by deformational and tensional effects of AAR;
- San Giacomo, a buttress dam which was statically insufficient for the downstream impound of another dam and had decayed concrete on downstream face; it was weighted closing the inlets between the buttresses with concrete slabs to protect the downstream face and to prevent the income of water;
- Molato, a multiple arch dam affected by inadequate discharge capacity, poor stability due to uplift pressure and poor resistance to seismic transversal actions; it was weighted, the outlets were modified, and the braces between buttresses were made stronger by means of tie-beams.
Keywords: Dam, Maintenance, Surveillance.

La sorveglianza governativa sulle dighe fu istituita in Italia nel 1925, dopo il disastro della diga del Gleno, ma fu solo dopo la Legge sulla Difesa del Suolo del 1989 che fu organizzata un’amministrazione specificatamente dedicata, con uffici centrali e periferici (il Servizio Nazionale Dighe). Solo nel 1996 gli uffici periferici divennero operativi. Nel 2003 questo Servizio divenne un’Autorità autonoma (il Registro Italiano Dighe), auto finanziata per mezzo di contributi obbligatori per legge. Questa Autorità ha sorvegliato 548 grandi dighe (con altezza superiore a 15 metri e/o capacità d’invaso superiore a 1.000.000 m3), di ogni tipo, le cui età variano da più di un secolo ad alcuni anni. Viene riferita ed illustrata l’analisi statistica dei lavori di manutenzione (più di 1500), sia ordinaria che straordinaria, eseguiti sulle dighe italiane grazie all’impulso e alla supervisione degli uffici incaricati della sorveglianza governativa fra il 1996 e il 2005. La manutenzione di basso livello non è presa in considerazione (verniciature, interventi di lubrificazione, piccoli restauri, ecc.). Sono presi in considerazione solo gli interventi che cambiano o rinnovano parti di impianto. Come manutenzioni straordinarie sono considerati tutti gli interventi che cambiano qualche caratteristica fondamentale della diga su cui sono eseguiti. L’analisi viene eseguita su base geografica, per finalità tecniche (sicurezza idraulica, strutturale ed operativa, conservazione a lungo termine, efficienza idraulica) e per parti d’impianto (struttura di ritenuta, scarichi di superficie, scarichi di fondo, impianti accessori – impianto elettrico, sistema delle misure di controllo, impianto oleodinamico – ed opere civili complementari). I lavori hanno consentito di raggiungere grandi miglioramenti nella sicurezza, affidabilità, durabilità e disponibilità della capacità d’invaso per le dighe e per gli impianti allacciati, la maggioranza dei quali è idroelettrica. Come specifici esempi, l’articolo illustra alcuni grandi lavori di manutenzione straordinaria che hanno risolto particolari problemi tecnici:
- Isola Serafini, una grande traversa fluviale soggetta a fenomeni di sottofiltrazione, erosione e conseguenti movimenti verso valle;
- Poglia, una diga ad elementi cavi tipo “Marcello”, soggetta agli effetti deformativi e tensionali della reazione alcali-aggregati (AAR);
- San Giacomo, una diga a gravità alleggerita (a contrafforti), staticamente insufficiente a causa del contro invaso a valle di un’altra diga e con fenomeni di degrado del calcestruzzo al paramento di valle; la diga è stata appesantita chiudendo le aperture tra i contrafforti con solette in calcestruzzo per proteggere il paramento di valle e prevenire l’ingresso dell’acqua;
- Molato, una diga ad archi multipli interessata da insufficiente capacità di scarico, insufficiente stabilità causata da sottopressioni e modesta resistenza alle azioni sismiche trasversali; la diga è stata appesantita, le opere di scarico sono state modificate e i collegamenti tra i contrafforti sono stati irrobustiti per mezzo di barre di collegamento.
Parole Chiave: Dighe, Manutenzione, Vigilanza.

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