"Caro Direttore, era il 1994 quando la legge n. 36 (cosiddetta "Legge Galli") stabilì che i servizi idrici di acquedotto-fognatura-depurazione dovessero essere affidati tramite una gara d'appalto alla quale non potevano essere escluse le imprese private. Questa fu l'origine di una privatizzazione dei servizi pubblici che ottenne il più grande impulso dal governo Prodi (1996-1998). Ricordo la prima dichiarazione del Vice Primo Ministro, Walter Veltroni: "Tra i nostri principali obiettivi c’è la privatizzazione dei servizi pubblici ... " … se non ricordo male; anzi: sarei grato di una secca smentita, perchè in quell'istante stentai a credere alle mie orecchie … oggi alla mia memoria!
In molti strillano per la recentissima norma accusando il Governo di voler "privatizzare l’acqua", probabilmente per due opposti motivi: strumentale malafede o ignoranza; è certo che l'acqua resterà comunque un bene indisponibile dello Stato, mentre l'idea di privatizzarne la distribuzione è già vecchia di quindici anni!
La legge presentata dal ministro Ronchi s'è limitata a fissare criteri più rigorosi entro i quali affidare il servizio di acquedotto-fognatura-depurazione a coloro che sappiano offrire condizioni più vantaggiose per il cittadino/utente. Una sorta di "migliore offerta" che, nei casi più critici (cioè: dove oggi vi sono gestioni praticamente disastrose), può essere "migliore" anche prevedendo aumenti delle tariffe.Il vero scandalo, a mio avviso, è l'idea stessa di privatizzare i servizi pubblici, compreso il ciclo dell'acqua potabile, ma, se penso che il processo è iniziato con "quelli di sinistra", probabilmente anch'io non ho le idee tanto chiare … in questa Italia!!!"Privato è meglio!", questo era ed è tuttora lo slogan più frequente … mai disgiunto da: "Lo vuole la legge europea!".Né l'una né l'altra affermazione son vere, stando a ciò che si sente.
Facciamo il caso del servizio di acquedotto-fognatura-depurazione? In Francia, se non sbaglio proprio a Parigi, dopo un periodo di privatizzazione s'è deciso di rimettere il servizio in mano pubblica (lo ha raccontato Piero Angela a "Super Quark"!!!), anche se mi risulta che la Francia sia europea come l'Italia!Un altro caso, anche ben più vicino a noi: a Milano, dopo cinque anni, la gestione di alcune decine di migliaia di appartamenti popolari è stato tolto ai privati e ripreso dalla pubblica A.L.E.R.: altra retromarcia nella privatizzazione dei servizi pubblici, nonostante la disciplina dell'UE!Affidare i servizi sociali essenziali al privato - il cui scopo prevalente è far fruttare il capitale investito, cioè guadagnare quanto più possibile - è un'azione prima di tutto immorale … in molti casi s'è pure dimostrata fallimentare per il cittadino/utente ed a sue spese, come al solito!Ma per un privato, l'introdursi in un servizio pubblico può essere una pacchia: si lavora e s'incassa, in proporzione … per la qualità: "Stiamo facendo il possibile!".Molti enti pubblici di servizio han funzionato male, a volte malissimo, in molte parti d'Italia; in molte altre son fiori all'occhiello, ammirati anche oltre frontiera, anche dalle nostre parti: son ben tante le aziende pubbliche cremonesi che lavorano in modo eccellente!
Il delitto, tipico di una amministrazione pubblica quantomeno insipiente, è non essere in grado di "importare" in tutta Italia quel "modello Italia"
che funziona al meglio in alcune parti d'Italia (!).Allora? "Da domani, si volta pagina!", per qualche anno, smantellando quel che c'è e costruendo qualcosa d'altro. Poi si vedranno i risultati, più o meno distribuiti nell’intera gamma dall'"ottimo" al "disastroso", come già è oggi; verranno i ripensamenti, le nuove teorie (più o meno vecchie) e … "Indietro tutta!" … sempre e comunque a spese del contribuente, come al solito!








