
Tra gli strumenti proposti dall’Unione Europea per rispondere alle esigenze di sostenibilità e cura dell’ambiente si distingue il Green Procurement (GP) o Acquisti Verdi; si tratta di una politica di integrazione degli aspetti ambientali nei processi di approvvigionamento, che prende come riferimento l’intero ciclo di vita del prodotto/servizio, permettendo così di considerare non solo gli aspetti attribuibili alla progettazione, alla produzione, all’uso e allo smaltimento, ma anche i costi effettivi per la collettività. Si punta, in generale, alle soluzioni con minor impatto sull’ambiente.
Alle pubbliche amministrazioni, in concreto, viene chiesto di dare il buon esempio e di essere tra i principali acquirenti di beni e servizi a ridotto impatto ambientale. I gestori di pubblici di servizi e le grandi realtà industriali potrebbero così essere stimolate a seguire questo comportamento virtuoso, più consapevole rispetto al passato e oggi in linea con un mercato verde in forte evoluzione.
“Think Green” è diventato quasi un motto, simbolo di un nuovo approccio agli acquisti in tutti i settori, dall’imballaggio alla logistica, dagli uffici alle infrastrutture tecnologiche e informatiche dall’edilizia alle infrastrutture idriche. Convegni, seminari e workshop vengono organizzati ovunque e continuamente per evidenziare e offrire metodologie, prodotti e servizi ecocompatibili, creando un sistema diversificato e dinamico in grado di fornire soluzioni a costi contenuti in tutti i settori e per tutte le esigenze.
Questo interesse è stato, nel tempo, regolato da apposite procedure normative: la Commissione Europea, nella Comunicazione 2003/302 sulla Politica Integrata dei Prodotti ha incoraggiato “[…] gli Stati membri a dotarsi di piani d’azione accessibili al pubblico per l'integrazione delle esigenze ambientali negli appalti pubblici”.
Le due direttive europee 2004/17/CE e 2004/18/CE, che hanno introdotto la possibilità di integrare considerazioni ambientali nelle procedure di appalto, sono state recepite in Italia con il D.lgs 12 aprile 2006 n. 163. Tale decreto indica come debbano essere tenuti in considerazione gli aspetti di tutela ambientale nell’individuazione delle specifiche tecniche “ogniqualvolta sia possibile”. In particolare l’art. 83 indica come si possa utilizzare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione di un appalto invece del criterio dell’offerta al prezzo più basso. Ottenere con un bando di gara il miglior rapporto qualità/prezzo di un prodotto/servizio implica, infatti, l’opportunità di valutare un progetto secondo più parametri, tra i quali si può includere la protezione dell’ambiente. A tal riguardo sarà opportuno prevedere anche più criteri ambientali, attribuendo a ciascuno di essi un peso adeguato rispetto alla rilevanza ambientale del caso specifico.
Per attuare il GP ci si può avvalere, ad esempio, di una serie di strumenti conoscitivi che garantiscono informazioni sul ciclo di vita dei prodotti sulla base dei quali è possibile selezionare e individuare le caratteristiche ecologiche dei beni e servizi. A partire da fine anni ’70, si sono sviluppati numerosi label ambientali/energetici che “marcano” molti prodotti presenti sul mercato ormai da diversi anni, conferendo ad essi valore aggiunto.
Tra questi se ne ricordano alcuni:
- The Blue Angel: l’etichetta ecologica più vecchia, creata nel ’77 in Germania: più di 3.700 prodotti e servizi in circa 80 categorie di prodotti;
- TCO svedese (sviluppato dal ’99; marchio per PC, portatili, cellulari, ecc.);
- GEEA-label (Group for Energy Efficient Appliances): nasce in Nord Europa (Olanda, Danimarca, Svezia, Svizzera) come marchio per prodotti TV, cellulari, PC, ecc.;
- Ecolabel europeo: 23 categorie di prodotto lo possono portare, nasce nel ’92 come etichetta ambientale europea;
- Energy star: marchio dell’agenzia ambientale americana (US-EPA) per innumerevoli prodotti quali TV, deumidificatori, lavatrici, batterie, ecc. Dal 1° luglio 09 gli standard del marchio sono aggiornati; i nuovi criteri di risparmio energetico sono frutto di un accordo tra la Commissione europea e l’Agenzia di protezione ambientale degli Stati Uniti d’America, in linea con gli obiettivi globali di abbattimento delle emissioni di gas serra.
L’utilizzo del Green Procurement, con l’acquisto dei “migliori prodotti eco” esistenti sul mercato può produrre significativi risultati ambientali strategici quali ad esempio:
- la riduzione delle emissioni di gas climalteranti (tra cui in particolare l’anidride carbonica -CO2);
- la riduzione della produzione di rifiuti;
- la riduzione dell’utilizzo di sostanze pericolose.
Nell’utilizzo di una politica di GP ci sono anche altri vantaggi e implicazioni ambientali nella gestione da parte di Enti, Aziende e Consumatori:
- una conseguente razionalizzazione della spesa; il GP, infatti, facilita un’analisi del costo totale, includendo, accanto al prezzo, anche i costi indiretti, tra cui quelli connessi all’utilizzo e allo smaltimento del prodotto stesso, in modo da effettuare scelte d’acquisto convenienti dal punto di vista economico-finanziario in un’ottica di medio e lungo termine (è l’approccio cosiddetto LCC - Life Cycle Costing);
- una riduzione degli sprechi con un’ ottimizzazione delle risorse impiegate (sia materiali sia energetiche);
- una diffusione di una cultura ambientale nel mercato dell’offerta e della domanda; la politica degli acquisti sostenibili consente, infatti, di rafforzare gli stimoli in favore della ricerca e sviluppo e dell’innovazione, in particolare nel campo delle tecnologie ambientali, dello sviluppo di materiali da materie prime rinnovabili o a minor contenuto di risorse, dell’impiego di fonti energetiche rinnovabili;
- una diffusione di modelli di acquisto e di consumo che pongano attenzione agli impatti ambientali e all’uso di risorse attraverso pratiche di buona gestione, attraverso l’informazione sul corretto uso dei prodotti, il risparmio energetico, il recupero dei prodotti e dei materiali a fine ciclo di vita.
Link utili:
www.acquistiverdi.it
http://ec.europa.eu/environment/gpp/index_en.htm
Debora Sabatini, Gaia Falconi
Acea S.p.A.









