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Giornata di Studio Gli eventi del 1° ottobre 2009 nel messinese: analisi storica e spunti di riflessione per nuovi approcci nella difesa del territorio

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Venerdì 4 dicembre si è svolta, presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, una Giornata di studio sui tragici eventi del 1° ottobre 2009 verificatisi nella fascia jonica della provincia di Messina, dove piogge molto intense hanno causato la formazione di numerose colate di fango e detriti che travolgendo gli abitati hanno seminato morte e distruzione.
Obiettivo della Giornata è stato quello di fornire un’occasione formale di incontro fra le comunità scientifiche e professionali e gli Enti territoriali che hanno gestito gli eventi, dando particolare risalto alla presentazione di tutte le informazioni tecniche post-evento e a spunti di riflessioni per nuovi approcci nella gestione del territorio.

La Giornata è stata organizzata dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Messina e dall’Associazione Idrotecnica Italiana, con la collaborazione delle Sezioni Sicilia Occidentale e Orientale; è stato concesso il patrocinio del Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali dell’Università di Palermo, del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Catania, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, del Gruppo Italiano di Idraulica, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina e dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia.
La Giornata ha avuto inizio con una breve introduzione del Prof. Gaspare Viviani, Presidente della Sezione Sicilia Occidentale dell’A.I.I., e dell’Ing. Salvatore Alecci, Presidente della Sezione Sicilia Orientale, che hanno fatto una breve presentazione dei temi trattati nella Giornata stessa; hanno fatto seguito i saluti portati dal Prof. Giovanni Falsone, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Messina, e del Prof. Massimo Veltri, Presidente nazionale dell’Associazione Idrotecnica Italiana.

I lavori sono stati coordinati dal Prof. Mario Santoro, del Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali dell’Università di Palermo.
Nel primo intervento della Giornata, il Prof. Giuseppe Aronica, docente di Protezione Idraulica del Territorio nella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina, ha presentato i risultati delle analisi idrologiche e idrauliche che riguardano le ricostruzioni degli idrogrammi di piena liquida e dei volumi di trasporto solido con i rispettivi tempi di ritorno. La relazione ha evidenziato come la stima dei tempi di ritorno degli eventi sia risultata alquanto complessa, tenuto conto che nell’area colpita dagli eventi (estesa circa 400 km2) sono presenti solo 7 pluviografi, dei quali appena 2 con periodi di funzionamento sufficientemente lunghi per una robusta analisi statistica. Inoltre, le analisi idrologiche hanno messo in luce come nel verificarsi degli eventi e nella loro catastroficità hanno giocato un ruolo fondamentale le condizioni di saturazione dei bacini. Quest’ultima considerazione apre scenari significativi sulla implementazione di procedure di allarme e allerta che dovrebbero basarsi proprio sulla previsione e il monitoraggio delle condizioni di umidità dei suoli.
Il Dott. Giuseppe Basile del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, oltre a presentare una serie di considerazioni sui meccanismi geomorfologici che hanno portato alla formazione delle frane e delle colate detritiche, ha illustrato la proposta di perimetrazione delle aree colpite dagli eventi redatta dalla Commissione di esperti nominata dal Presidente della Regione Sicilia, di cui lo stesso fa parte. Questa prevede la definizione di 4 tipologie di zone (rossa, viola, gialla e verde), ciascuna delle quali caratterizzata da un prefissato livello di rischio residuo. Tale perimetrazione, ha spiegato Basile, segue la logica di ripristinare ciò che suggerisce l’aspetto geomorfologico delle zone.

L’Ing. Bruno Manfrè, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, ha fatto il punto sull’attività immediatamente successiva al primo bollettino meteo d’allerta, ricordando come sia necessaria una crescita culturale dei nostri amministratori, che spesso trascurano l’importanza della pianificazione.
Pianificazione fondamentale anche nella ricostruzione, sulla quale si è soffermato il Prof. Pasquale Versace, Presidente del Gruppo Italiano di Idraulica, che ha evidenziato le analogie tra gli eventi di Giampilieri e quelli di Sarno. “I tempi tecnici sono incomprimibili e vanno rispettati, la fretta è cattiva consigliera”. Secondo Versace, non siamo all’anno zero nella difesa del suolo, ma le normative degli ultimi anni hanno solo attenuato un fenomeno di crescita del rischio nel tempo che non si è arrestato.

Alle relazioni hanno fatto seguito alcuni interventi programmati, anche questi coordinati dal Prof. Mario Santoro, dell’Assessore alla Protezione Civile del Comune di Messina On. Fortunato Romano, del Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi Dott. Gianvito Graziano, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina Ing. Santi Trovato e del Dott. Giuseppe Basile, in sostituzione dell’Ing. Salvatore Cocina Direttore del Dipartimento Protezione civile della Regione Sicilia.
Tutti i partecipanti hanno focalizzato i loro interventi sul problema della gestione e pianificazione del territorio. In particolare l’Ass. Romano ha affermato, non senza provocazione, che “ la tutela del territorio non porta consenso e crea disattenzione nella politica. Ma è anche vero che la cronica mancanza di risorse impedisce spesso interventi organici e completi dal punto di vista tecnico.”
Il Prof. Massimo Veltri ha concluso i lavori della giornata, ribadendo come eventi di questo tipo dovrebbero alimentare quella capacità collettiva di analizzarli, metabolizzarli e trasformarli in forti iniziative sociali e politiche, mirate al superamento delle condizioni di incertezza e ambiguità e di non partecipazione pubblica ai processi decisionali nelle Istituzioni centrali, regionali e locali.