Associazione Idrotecnica Italiana

 
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Servizi idrici e qualità della vita nell'area mediterranea

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Sintesi della relazione presentata da Pierluigi Martini, Vice Presidente della A.I.I., al Convegno WATERMED 2009 “Per una gestione razionale delle acque del Mediterraneo”, tenutosi presso la  Nuova Fiera di Roma, dal 30 settembre al 1°  ottobre 2009

La relazione, che intende limitarsi ad alcuni accenni generali sui numerosi, complessi problemi coinvolti, inizia ricordando che l’area mediterranea è stata in passato  sia il  luogo di forti frizioni, sia il  tramite di civili collegamenti e scambi tra culture diverse, come è avvenuto nel periodo della pax romana, e più particolarmente in quello influenzato dalla figura carismatica di Federico II. Vengono riepilogate le recenti collaborazioni internazionali di coordinamento (tecnico e politico) finalizzate alla protezione delle acque marine ed allo sviluppo, avviate a partire dagli anni ’60; in particolare, la  Conferenza di Barcellona del 1995 ha posto le basi per la creazione di un’area “euromediterranea”  di libero scambio (MFTA).  Si chiarisce che tra i “servizi idrici” si intendono in questa sede comprese le attività riguardanti gli usi civili, irrigui, industriali e ricreazionali dell’acqua. Si analizzano sinteticamente i caratteri del sistema idrografico mediterraneo, comprendente anche il mar Nero (principale fonte d’inquinamento). Si esaminano le tipologie di sviluppo del territorio e l’evoluzione del rapporto tra servizi idrici e qualità della vita e dell’ambiente. Da un rapido esame della situazione dei servizi idrici italiani e dei problemi riguardanti le acque fossili utilizzabili nei territori africani si traggono indirizzi e raccomandazioni di carattere generale sull’evoluzione dei servizi idrici nell’area in esame. Questa evoluzione deve prima di tutto tendere alla protezione della qualità delle acque marine, gravemente minacciata, ma anche favorire, contemporaneamente, un equilibrato “sviluppo sostenibile”, del quale l’acqua è il principale fattore limitante. Nelle aree meridionali ed orientali, le nazioni più evolute debbono contribuire a questo tipo di  sviluppo, l’unico in grado di prevenire conflitti originati dalla carenza di risorse idriche e di  contenere l’emigrazione incontrollata. Gli esempi storici positivi ricordati all’inizio possono fornire un modello culturale cui ispirare le azioni dell’Europa ed in particolare dell’Italia, la terra cara a Federico.