
“Sopprimere i Consorzi di bonifica è un omicidio per l’agricoltura di qualità”: è in questa dichia-razione del Sottosegretario alla Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Antonio Buonfiglio, lo spirito che ha animato i lavori dell’annuale Assemblea A.N.B.I., tenutasi a Roma di fronte ad una affollata platea. Oltre all’esponente di Governo, tanti gli interventi che hanno unanimemente sottolineato il ruolo fondamentale svolto dai Consorzi di bonifica al servizio del Paese: il Presi-dente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, Paolo Russo; il Presidente del-la Coldiretti, Sergio Marini; i rappresentanti di C.I.A. e Confagricoltura, Donato Di Stefano e Ma-rio Guidi; il Direttore della Protezione Civile, Giovanni Menduni; gli Assessori regionali, Tiberio Rabboni (Emilia-Romagna) e Marco Betti (Toscana); il Segretario Generale dell’Autorità di baci-no del fiume Po, Fracesco Puma. In questo numero di ANBINFORMA riportiamo una sintesi dell’intervento del Presidente A.N.B.I., Massimo Gargano (incentrato sulla cosiddetta “bozza Calderoli” per la riforma delle autonomie) e dell’introduzione alla relazione del Direttore Genera-le dell’Associazione, Anna Maria Martuccelli (le parti relative agli altri temi sul tappeto).

MASSIMO GARGANO:
CHI VUOLE SOPPRIMERE I CONSORZI DI BONIFICA ELIMINEREBBE L’UNICO ESEMPIO DI FEDERALISMO APPLICATO, FAVORIREBBE LA
BUROCRATIZZAZIONE, AUMENTEREBBE LA FISCALITA’ GENERALE.
E’ QUESTO DI CUI HANNO BISOGNO GLI ITALIANI?”
“Siamo dannosi, perché? Siamo inutili, per chi?” E’ stata una relazione coraggiosa, ricca d’or-goglio, quella tenuta a Roma dal Presidente, Massimo Gargano all’annuale Assemblea ANBI.
“Qualcuno ci giudica dannosi – prosegue Gargano – perché siamo portatori degli interessi agri-coli in una logica unitaria di gestione del territorio…perché i confini delle nostre funzioni non ri-spondono a logiche burocratico-amministrative, ma a quelle della morfologia del suolo, ponendo al centro dell’azione il distretto idrografico, come previsto dalle direttive europee… perché, da soli, combattiamo il rischio idraulico, gestendo una rete di quasi 200.000 chilometri di canali, che qualcuno vorrebbe oggi provincializzare… perché siamo un organo di autogoverno del terri-torio, gestito dai consorziati e non da un ente pubblico… perché siamo efficaci e ben gestiti, tranne laddove persistono gestioni commissariali e quindi politiche… perché siamo moderni, ma mentre in Europa si indica di gestire la sicurezza idraulica attraverso bacini idrografici omoge-nei, in Italia si vogliono delegare tali competenze alle Province, riconosciuto modello di scarsa efficienza, come se l’andamento delle acque rispettasse i confini delle carte geografiche… per-ché non rispondiamo alle logiche pseudo-produttivistiche delle aziende speciali, volute da Re-gioni, Province, Comuni… perché denunciamo come la soppressione dei Consorzi di bonifica, ipotizzata dalla prevista riforma delle autonomie, porterebbe ad un aumento della fiscalità gene-rale e non ad una sua diminuzione, calando invece l’efficacia del servizio… perché, tramite l’autogoverno, siamo esempio concreto di sussidiarietà….
I Consorzi di bonifica- ha incalzato il Presidente A.N.B.I. – hanno altresì dimostrato di essere aperti alle riforme del settore, come testimonia l’Intesa Stato-Regioni dello scorso 18 settembre, una riforma semplice ed efficace, innovativa senza cancellare interessi legittimi.
I Consorzi di bonifica sanno guardare al futuro attraverso proposte all’avanguardia: IRRIFRAME per l’ottimizzazione d’uso della risorsa irrigua; il Piano Nazionale degli Invasi, che abbina l’esigenza di riserva idrica alla salvaguardia dalle alluvioni; l’utilizzazione plurima delle acque; la vivificazione delle lagune; la fitodepurazione; interventi contro la subsidenza. La cultura del fare, che permea l’azione dei Consorzi, è indispensabile per il rilancio dell’economia reale; la vera ri-forma è il coraggio di confrontarsi con una civiltà di comportamenti responsabili, che partono dalla conoscenza e non intaccano, ma migliorano la qualità della vita in un Paese dove – ha ri-cordato Gargano – nel solo Nord si cementificano quotidianamente 20 ettari di territorio, aumen-tando il rischio idrogeologico accentuato dai cambiamenti climatici, che hanno mutato anche le modalità della pioggia, più violenta e concentrata nel tempo e nello spazio.
Di fronte a questa richiesta di responsabilità collettiva, la risposta di qualcuno è trasferire le competenze consortili alle Province, dimenticando riferimenti quali il distretto idrico o il bacino idrografico.
Al Governo chiediamo di valorizzare l’Intesa Stato-Regioni a partire dalle riforme in essere nel Veneto, in Emilia Romagna, in Calabria… di rifinanziare il Piano Irriguo Nazionale, ricordando che l’84% del made in Italy agricolo dipende dalla disponibilità d’acqua… di scegliere la preven-zione nella difesa del suolo di un Paese, in cui il 68.8% dei comuni è classificato ad alto rischio di frane ed alluvioni.
Siamo consapevoli di disturbare – conclude Gargano – perché rappresentiamo interessi gene-rali; chiunque condivida, deve farsi cassa di risonanza del nostro disagio per un tentativo di in-giusto esproprio di competenze, dannoso ed inutile alle necessità del Paese, dell’agricoltura e dell’occupazione.”
ANNA MARIA MARTUCCELLI
I CONSORZI DI BONIFICA:
ATTENZIONE AL PRESENTE E SGUARDO AL FUTURO
Le linee indicate nel DPEF 2009-2013 sottolineano che serve una forte spinta che permetta di uscire dal blocco della crescita che caratterizza l’economia italiana e che rischia di mutarsi in un fenomeno strutturale e non più temporaneo, legato alla congiuntura. …..
Adeguate e moderne infrastrutture sono indispensabili non solo nel settore idrico ma anche per lo sviluppo del turismo, sul quale il Paese deve puntare, tenuto conto della particolare situazio-ne di vantaggio per l’eccezionale dotazione di beni culturali e ambientali.
E’ necessaria una ripresa della programmazione operativa e degli investimenti nel settore della difesa del suolo …..
Deve ancora una volta ripetersi che è irrinunciabile una organica politica di prevenzione che va perseguita soprattutto attraverso azioni di manutenzione e di ammodernamento di tutte quelle infrastrutture e impianti che garantiscono il regolare deflusso delle acque, non disgiunte da a-zioni di sistemazione e manutenzione dei corsi d’acqua, anche minori, dalla cui funzionalità ed efficienza discende la sicurezza idraulica del territorio.
Le negative conseguenze della crisi finanziaria ed economica e della situazione del debito pub-blico si sono registrate non solo nel settore della difesa del suolo, ma anche nel settore delle acque e in particolare dell’irrigazione, a causa della riduzione delle somme già stanziate per la realizzazione del Piano Irriguo Nazionale. Tale riduzione desta forti preoccupazioni sia perché non consente di proseguire nella realizzazione del Piano attraverso le nuove opere già proget-tate (per le quali peraltro si tratterebbe soltanto di uno slittamento nel tempo) sia perché incide su opere in corso di esecuzione, con il rischio di onerosissime interruzioni dei lavori, d'ineffica-cia delle somme già spese a causa del mancato completamento delle opere, oltreché di negati-vi impatti sull’economia agricola e sull’occupazione. ………
Va sottolineato che, rispetto alla crescente rilevanza mondiale del tema relativo alla disponibilità delle risorse idriche quale elemento chiave per sradicare sete, fame e povertà e per garantire quindi lo sviluppo economico e civile, non si sono registrate nel nostro Paese iniziative governa-tive adeguate.
In particolare anche se il tema dei cambiamenti climatici ha continuato ad essere oggetto di at-tenzione, si deve registrare la tendenza ad una considerazione del tema orientata prevalente-mente alla valutazione delle conseguenze sull’approvvigionamento energetico. ……….
Peraltro, la predominante attenzione ai problemi energetici unitamente alla circostanza della consistente piovosità che ha caratterizzato nell’anno 2008-2009 il clima nel nostro Paese, han-no nella realtà attenuato, erroneamente, le preoccupazioni della grave incidenza della variabilità climatica sull’approvvigionamento idrico. Eppure l’Italia, come gli altri paesi vicini del Mediterra-neo, sarà uno dei più colpiti dall'accentuata variabilità climatica, giacché, quest’ultima, incide fortemente sull’agricoltura, sull’industria alimentare e sul turismo che costituiscono i tre pilastri economici del nostro Paese. ………..
Si ritengono quindi indispensabili interventi composti da diversi elementi, tra cui una migliore gestione delle risorse idriche, attraverso l’adozione di tecnologie più avanzate per accrescere l’efficienza dell’uso dell’acqua, nonché nuovi investimenti. ………..
L’ANBI resta ovviamente molto impegnata a promuovere azioni sempre più mirate ad un'effi-ciente gestione dell’irrigazione che, nel rispetto degli ordinamenti colturali, possa realizzarsi con tecniche volte ad ottenere, attraverso un più adeguato rapporto con gli utenti, un consistente ri-sparmio idrico.
Va ancora una volta sottolineato il ruolo rilevante dell’irrigazione di fronte alla sfida alimentare ed energetica.
In tale ambito è riconfermata la centralità dell'azione della bonifica integrale per il fondamentale contributo che essa offre alla sicurezza energetica attraverso la gestione delle acque irrigue e per la realizzazione di fonti di energia alternativa con le centraline idroelettriche.
La condivisa ed unanime esigenza della ripresa della crescita del Paese non può non compren-dere l'obiettivo della coesione sociale ed economica, indispensabile a rimettere in moto la capa-cità competitiva dell'intera economia italiana e così garantire le condizioni di una crescita stabi-le.. … occorre un disegno nazionale di politica economica a lungo termine, non certo di per sé in grado di dare pronta soluzione -impossibile a breve- ai problemi del Sud, ma essenziale per fissare i punti fermi di un generale approccio allo sviluppo ed alla coesione.
Per il Sud assume certamente forte rilevanza la rinnovata centralità del Mediterraneo.………..
I Consorzi di bonifica che operano nel Mezzogiorno del nostro Paese, risentono ovviamente dell’illustrata situazione territoriale, sociale ed economica, anche se rientrano tra i soggetti che hanno saputo cogliere le opportunità offerte dai fondi strutturali sia relativi al fondo 1994-1999 che a quello successivo protrattosi fino al 2006 e sono tra i soggetti impegnati nell’attuazione di alcuni obiettivi dei fondi 2007-2012. Peraltro in alcune realtà territoriali, essi devono affrontare in sede regionale, per motivi politici e sociali, problemi non facili di collocazione ordinamentale, u-nitamente a difficoltà operative connesse sia a ritardi e ostacoli burocratici procedurali che a problemi di natura economico-finanziaria. Né vanno sottovalutate le situazioni gestionali affida-te, in alcune realtà, a regimi commissariali, che registrano quelle negatività proprie di tali regimi.
Comunque, come già rilevato in linea generale, anche nel settore consortile non mancano fatti-specie di eccellenza, che continuano ad offrire un contributo operativo di grande efficienza e di fondamentale rilevanza per la sicurezza territoriale, alimentare e ambientale dei territori meri-dionali interessati.. …
Il problema grave è che si ha l’impressione che manchi una strategia del Governo sullo sviluppo del Sud. Si sottraggono risorse senza discutere sulle criticità meridionali che si trascinano da anni e che ora sono amplificate dalla crisi. …
Va infine ancora una volta sottolineato che i Consorzi di bonifica e d'irrigazione riconfermano il loro impegno a operare sul territorio quotidianamente ed efficacemente in un clima di piena col-laborazione con le Regioni e con gli Enti locali, per la realizzazione degli obiettivi che Stato, Re-gioni ed Enti locali indicheranno quali mete della politica per la sicurezza territoriale, ambientale e alimentare.









