Associazione Idrotecnica Italiana

 
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L'altracqua

 



 


 

 

Editoriale

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Si torna parlare di rischio idrogeologico

Si torna parlare di rischio idrogeologico, e questa volta lo si è  fatto nel corso di dell’interessante riunione dell’ANBI di fronte a personalità di spicco del modo politico sociale ed accademico. L’intento, ancora una volta, è stato quello di svegliare le coscienze perchè non si resti più inattivi di fronte  alle urgenze di difesa e manutenzione del nostro territorio le quali, solitamente, si trasformano in emergenze. E’ stato Massimo Gargano il presidente ANBI, durante la nazionale assemblea dell’Associazione del 14 luglio scorso a riportare l’attenzione su queste ormai annose questioni. Cifre alla mano e proposte, ha riconfermato per i Consorzi di Bonifica il loro  ruolo da protagonisti nei settori dell’irrigazione in agricoltura ed in quello delicato della tutela ambientale e della difesa del suolo. Tutto ciò appunto e, soprattutto, in termini di rischio idrogeologico e di difesa idraulica.
La fragilità del territorio italiano e il pericolo che investe la vita della popolazione sono costantemente riconfermati da eventi alluvionali. Solo negli ultimi nove mesi Sicilia, Calabria. Toscana, Campania sono state teatro di disastri di natura idrogeologica che ripropongono con drammaticità le inadeguatezze delle diverse strumentazioni disponibili per fronteggiarli.
In una recente pubblicazione dell’AII (Le alluvioni in Italia)  Massimo Veltri ricordava, che “la tutela e la gestione integrata di beni comuni come l’acqua e il suolo, così come i temi quali la messa in sicurezza e l’assetto idrogeologico del territorio nazionale, devono diventare leva e misura ordinaria della sostenibilità delle politiche di sviluppo economico del Paese, come peraltro sancito e finanziato dall’UE.” …..auspicando che “…. L’acqua e la conservazione del suolo”, fossero al più presto, messe “… al centro di una rinnovata stagione di attenzione da parte dei decisori politico-istituzionali”. Nonostante l’auspicio del Presidente dell’Associazione Idrotecnica italiana a conforto del quale riportiamo i dati emanati dal Ministero dell’Ambiente, ed oggetto in questi giorni di riflessione, secondo cui il 68,6% dei comuni italiani ricade in aree classificate ad alto rischio idrogeologico, la cui superficie interessa il 7,1% di quella nazionale (ha 2.150410) dove 3458 scuole e 89 ospedali sono a rischio frane, anche questo anno il Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF) disattende ai problemi concernenti la manutenzione del territorio.
Considerando il fatto che ogni anno in Italia si spendono oltre un miliardo di euro per le emergenze, che il 25% delle località colpite da frana è recidiva  e che il 40% delle alluvioni interessa i medesimi siti la prevenzione, o quantomeno la riduzione del rischio idrogeologico sarebbe indispensabile. Inoltre, lo stesso Governo ha evidenziato che il fabbisogno necessario per la sistemazione totale delle situazioni di dissesto sul territorio nazionale è di 44 mila euro, di cui 27 per il Centro Nord, 13 per il Sud e 4 per il patrimonio costiero.
Nella recente Assemblea Nazionale, del 14 luglio, l’ANBI ha redatto e presentato un Piano pluriennale per la riduzione del rischio idrogeologico. Gli interventi elaborati dai Consorzi di Bonifica ammontano a 4.183 milioni di euro da realizzarsi attraverso mutui quindicennali pari solo al 20% di quanto speso nel decennio 1994-2004, per riparare i danni conseguenti a catastrofi idrogeologiche.
La progressiva contrazione della SAU (Superficie Agricola Utilizzata); la crescita disordinata dell’urbanizzazione; l’espansione urbana nei fondovalle alluvionali, gli abusi edilizi aspetti che aggiunti ad  una serie di concause come l’abbandono del territorio e dunque la sua scarsa manutenzione, contribuiscono a rendere maggiormente fragile dal punto di vista  idrogeologico il nostro  territorio .
La prevenzione  si presenta  dunque vincente, anche su un piano economico e non solo di salvaguardia di vite umane.  “Anche in tempo di crisi i Consorzi di Bonifica  si confermano esempio per il Paese e lanciano un programma  da condividere con chi ama concretamente il territorio” Con queste parole si è espresso Massimo Gargano,  rivolgendosi alla platea ed espressamente al Ministro dell’Agricoltura Galan, presente in quella sede, ribadendo inoltre che il Piano irriguo Nazionale, il Piano per la riduzione del Rischio Idrogeologico, l’adeguamento e il potenziamento delle infrastrutture idrauliche di fronte alle mutate condizioni del territorio ed ai cambiamenti climatici; l’autosufficienza energetica da fonti rinnovabili (in particolare idroelettrico e fotovoltaico) rappresentano le quattro sfide insite nel loro progetto.
Nonostante i  consorzi di bonifica siano diminuiti da 157 a 137 pur mantenendo le stesse responsabilità sul territorio, e abbiano d drasticamente ridotto i costi di gestione degli organi amministrativi; nonostante i positivi riscontri ottenuti nel settore delle irrigazioni in agricoltura che attualmente utilizza 21 dei 45  miliardi di metri cubi di acqua a disposizione del Paese rispetto ai 28 del 1985, i finanziamenti per il Piano irriguo Nazionale sono drasticamente dimezzati.  Con il Progetto IRRIFRAME i Consorzi di bonifica  rilanciano ancora una volta la loro posizione operativa fornendo agli agricoltori precise indicazioni sul quando, cosa e quanto irrigare.
“Nonostante il susseguirsi di catastrofi, nel nostro Paese” ha denunciato, ancora una volta, Gargano. “si continua a trascurare la difesa idrogeologica; al massimo se ne parla,  lambiccandosi in stucchevoli querelle sul futuro dei cambiamenti climatici, le cui conseguenze, nel frattempo, si abbattono sulla popolazione. Lo stesso accade per la manutenzione della rete idraulica, fatta di piccoli e grandi corsi d’acqua, oggetto ancora di scempi ambientali. E’ l’Italia distratta sul proprio patrimonio naturale, così come sulle grandi trasformazioni in atto nel mondo, dove i Paesi ricchi stanno comperando la terra dei Paesi più poveri: una sorta di neocolonialismo, contro il quale dovrebbe schierarsi decisamente l’Italia che ha, nel territorio e nella sua identità, un elemento irripetibile di sviluppo.

 


 

 

IREN si presenta: 5mila dipendenti ed energia green

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È efficace dalla scorsa settimana la fusione per incorporazione di Enìa in Iride: nasce così Iren, la prima multiutility attiva a livello sovraregionale e unico produttore energetico eco-friendly al 100%. La nuova società, che ha debuttato il primo di luglio sul Mercato telematico azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, si è presentata alla stampa e agli addetti ai lavori proprio nella cornice della borsa milanese.

I numeri: con ricavi consolidati pro forma al 31 dicembre 2009 pari a 3.161 milioni di euro, un Ebitda di circa 567 milioni e 5mila dipendenti, il nuovo gruppo si posiziona tra i leader di mercato in tutte le aree di business: “Siamo il primo operatore nel teleriscaldamento, il terzo nel ciclo idrico integrato, il terzo nel segmento ambiente, il quinto nel gas per vendita a clienti finali e il sesto nell’energia elettrica per volumi venduti”, ha sottolineato il neo presidente Roberto Bazzano. Il profilo industriale di Iren trova la sua ragione nel mix bilanciato tra attività regolate (58%: acqua, reti e “ferro” per esempio) e attività libere (il restante 42%) e nell’integrazione tra upstream e downstream tale da coprire l’intera catena del valore.

Il modello organizzativo e di business della neonata multiutility è caratterizzato dalla presenza di una holding industriale quotata, Iren spa, a cui fanno capo cinque società di primo livello per il presidio dei business.
•IREN Acqua Gas nel ciclo idrico integrato;
•IREN Energia nel settore della produzione di energia elettrica e termica e dei servizi tecnologici;
•IREN Mercato nella vendita di energia elettrica, gas e teleriscaldamento;
•IREN Emilia nel settore gas, nella raccolta dei rifiuti, nell’igiene ambientale e nella gestione dei servizi locali;
•IREN Ambiente nella progettazione e gestione degli impianti di trattamento e smaltimento rifiuti oltre che nella gestione degli impianti di produzione calore per il teleriscaldamento in territorio emiliano.


 

 

Siglato il protocollo di intesa tra Anbi e Anci

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 Alemanno: “Una nuova ‘ricetta’ per la sicurezza di città e territori: e costa meno” 

 “I Comuni lavoreranno d’intesa con i Consorzi di Bonifica”. Siglato il protocollo di intesa tra Anbi e Anci. Il caso di Roma: “Aree sub urbane più vivibili se si fosse governato il territorio” 

 ROMA (14 luglio 2010) – “Con i Comuni italiani si apre una pagina nuova per la manutenzione del territorio” ad affermarlo è Massimo Gargano, presidente Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni e miglioramenti fondiari) nell’annunciare la firma del protocollo d’intesa a servizio della sicurezza idrogeologica, sottoscritto assieme a Gianni Alemanno, presidente del Consiglio Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e sindaco di Roma. 

 “Firmiamo oggi un documento indispensabile per un’alleanza tra Comuni e Consorzi di Bonifica – ha detto Alemanno -, per valorizzare sia il territorio urbano che extraurbano. Oggi il federalismo ha senso se realizza la sussidiarietà – come già fanno i Consorzi di Bonifica -, spostando i centri decisionali vicino alla società, in modo tale che non vi sia il monopolio del pubblico o dello Stato, ma un equilibrio effettivo tra le parti”. 

 I vantaggi? “Tutto questo costa meno – ha detto il presidente Anci -. Sulla difesa del territorio possiamo solo schierare il sistema consortile e il lavoro costante degli agricoltori. Non solo, la strada dell’intervenire dopo le emergenze deve essere rovesciata. Ogni anno abbiamo un lungo elenco di disastri e drammi e morti: il protocollo che sigliamo oggi serve a migliorare la collaborazione tra Comuni e Consorzi di Bonifica, ma anche per rivolgersi al Ministero dell’Ambiente e spiegare come tutto questo avviene con i costi più contenuti”. 

 Quali i vantaggi di questo protocollo per le città? 

 “Sappiamo – ha aggiunto Alemanno -che ogni volta che un territorio è abbandonato, a favore di periferie sterminate, viene a morire un pezzo di economia. E crescono indiscriminatamente aree suburbane. La vivibilità di Roma, ad esempio, oggi sarebbe più sostenibile se questo meccanismo fosse invertito: l’Italia se non è valorizzazione diffusa del territorio non è nulla. Oggi sigliamo una vera grande alleanza. Il nostro ruolo di sindaci ha senso se i Comuni si aprono alla sussidiarietà orizzontali. I nostri Consorzi siano strumento per difendere i territori e sempre più di equilibrio tra aree urbane ed extraurbane”. 

 Massimo Gargano, presidente Anbi, ha dato lettura ai presidenti intervenuti da ogni regione d’Italia, della convenzione che, da subito, prevede la nascita di un gruppo di lavoro congiunto. Saranno definiti programmi di formazione rivolti al personale comunale e divulgate in Italia le pratiche virtuose nei diversi Comuni. Quindi si realizzeranno attività di pianificazione in merito all’incidenza dei piani territoriali sul sistema idraulico scolante, onde prevenire danni agli insediamenti civili, ma anche intese in merito ai servizi attinenti ai rifiuti, al catasto e al sistema fognario, con particolare riguardo all’incidenza di fognature e impianti di depurazione dei comuni sui canali di bonifica.


 


 

 

Firenze sarà la prima città depurata al 100%

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Parte in Toscana il primo cantiere per un’opera idrica a emissioni zero. La firma del protocollo d’intesa tra Regione Toscana, Provincia di Firenze, Autorità di Ato 3 - Medio Valdarno, Comuni di Firenze e Scandicci e Publiacqua, dà il via libera alla costruzione dell’emissario di riva sinistra dell’Arno, la conduttura che raccoglierà tutti gli scarichi fognari di Firenze ancora non depurati, convogliandoli all’impianto di San Colombano.

L’opera - grazie a un collettore fognario che misurerà 7,4 chilometri - prevede di intercettare, lungo la riva sinistra dell’Arno, gli scarichi fognari presenti in un’area in cui vivono circa 120mila abitanti i cui scarichi attualmente finiscono ancora nel fiume. Tutti i reflui saranno condotti all’impianto di depurazione che già oggi tratta le acque provenienti dagli emissari della riva destra e della gran parte dell’area cittadina che conta 350mila abitanti. Entro il 2015, Firenze e la sua area metropolitana saranno le prime in Italia a essere depurate al 100%, nel rispetto delle normative europee.

L’investimento per la realizzazione dell’emissario è pari a 71,5 milioni di euro (46 per il primo lotto e 25,5 per il secondo). Rispetto ai costi preventivati inizialmente si è dovuto far fronte a un aumento di circa 36 milioni a causa del rinvenimento, lungo gli argini del fiume, di ordigni bellici e discariche di rifiuti urbani e speciali per 100mila tonnellate smaltiti in zona dopo l’alluvione del 4 novembre 1966.


 

 

Appuntamenti in Italia

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06/08/2010 - 15/08/2010
FESTAMBIENTE 2010
Rispescia (GR)
www.festambiente.it



26/08/2010 – 27/08/2010
1st International Workshop WebMGS 2010
Como
http://webmgs2010.como.polimi.it



05/09/2010 – 10/09/2010
35th International Conference on Infrared, Millimeter, and Terahertz Waves
Roma
www.irmmw-thz2010.org



08/09/2010 – 10/09/2010
Eolica Expo Mediterranean  - Salone Internazionale per l’Elettricità del Vento
Roma
www.zeroemission.eu



14/09/2010 – 17/09/2010
IDRA 2010 - XXXII Convegno Nazionale di Idraulica e Costruzioni Idrauliche
Palermo
www.idra2010.it



21/09/2010 – 23/09/2010
REMTECH EXPO 2010 – 4° salone sulle Bonifiche dei Siti Contaminati e sulla Riqualificazione del Territorio
Ferrara
www.remtechexpo.com



21/09/2010 – 23/09/2010
GeoThermExpo 2010 - 2° Salone sull’energia geotermica
Ferrara
www.geothermexpo.com



28/09/2010 – 29/09/2010
Advanced scientific tools for desertification policy
Roma
http://www.sustainabilitank.info



04/10/2010 – 09/10/2010
WETLAND 2010 – 12th International Conference on Wetland Systems for Water Pollution Control
Venezia
www.wetland2010.org



06/10/2010 – 09/10/2010
GEOFLUID 2010 – 18° Mostra Internazionale delle tecnologie ed attrezzature per la ricerca, estrazione e trasporto  dei fluidi sotterranei 
Piacenza
www.geofluid.it



 

 

Appuntamenti Internazionali

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07/09/2010 – 11/09/2010
9th International Conference on Hydroinformatics
Tianjin, Cina
www.hic2010.org



08/09/2010 – 10/09/2010
River Flow 2010 – International Conference on Fluvial Hydraulics 2010-07-09
TU Braunschweig, Germania
www.riverflow2010.org



12/09/2010 – 16/09/2010
21° Congresso mondiale dell'energia – WEC
Montreal, Canada
www.wecmontreal2010.ca



12/09/2010 – 16/09/2010
8th International Symposium on Ecohydraulics
COEX, Seul, Corea
www.ise-2010.org



13/09/2010 – 17/09/2010
IFAT 2010 – Salone Internazionale dell’Acqua, Acque reflue, Rifiuti solidi e Riciclaggio
Monaco di Baviera, Germania
www.ifat.de



 

 

La qualita’ Caprari arriva in Cina

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Il 1 maggio 2010 a Shanghai è stata inaugurata la più grande ed importante EXPO mondiale del terzo millennio, dal titolo : “ Better city, better life “.

L’11 maggio 2010 a Shanghai, Caprari conferma le sue convinzioni nelle forti potenzialità del mercato cinese  inaugurando poco a sud dell’aeroporto internazionale di Shanghai-Pudong, Caprari Pumps Shanghai Co. Ltd.

L’azienda è stata fondata per servire direttamente il mercato cinese con i prodotti e l’assistenza pre-post vendita Caprari apprezzati nel resto del mondo.

Caprari Pumps Shanghai nasce come centro di eccellenza per realizzare  prodotti all’avanguardia e di elevatissima qualità. Dotata delle più moderne tecnologie di produzione e collaudo, l’Azienda è pienamente conforme agli elevati standard qualitativi che contraddistinguono Caprari nel mondo.

Nel nuovissimo stabilimento di 3500 mq. sono organizzate le linee di produzione, il controllo qualità, il collaudo secondo le norme ISO e la gestione logistica.

Il nuovo laboratorio test “ Modular Pump Lab “, per i collaudi idraulici ed elettrici delle elettropompe, è concepito in maniera modulare e rappresenta una novità assoluta per il settore. L’impianto è una vera e propria sala di controllo dotata dei più moderni strumenti di misura e collaudo per pompe ed elettropompe. La particolarità di essere espandibile a moduli sia come capacità di collaudo elettrico che idraulico, rende il Caprari "Modular Pump Lab" unico nel suo genere.

Le prime produzioni dell’Azienda sono rivolte alle applicazioni in Acque Reflue per il mercato locale cinese ed asiatico. Inoltre Caprari Pumps Shanghai amplierà la propria attività, contribuendo alla supply chain del Gruppo con componentistica di alta qualità per i prodotti destinati ai mercati globali.

Il Gruppo Caprari ha ritenuto strategico  portare la qualità dei suoi prodotti e servizi anche nel contesto cinese, così dinamico e attento al prezioso valore dell’acqua. Infatti la Cina sta investendo moltissimo per migliorare il proprio ambiente puntando su prodotti a basso impatto energetico.

All’inaugurazione di Caprari Pumps Shanghai avvenuta l’11 maggio 2010 erano presenti le principali autorità del distretto Nanhui - Pudong, che si sono complimentate per le avanzate tecnologie produttive e la professionalità dello staff tecnico e commerciale.

cliccare sopra l'immagine per ingrandirla

Nei giorni 5 – 7 maggio 2010 Caprari Pumps Shanghai era inoltre presente con il proprio stand all’IFAT CHINA, oggi la più importante manifestazione fieristica in Oriente dedicata alle tecnologie per l’ambiente e la depurazione. Grande interesse hanno suscitato nei visitatori locali, le innovative serie di pompe K+ (plus)  e K-Kompact ad alta efficienza energetica e comprovata affidabilità in condizioni gravose. 

 


 

 

Canali in calcestruzzo polimerico prodotti dal Gruppo ACO, di cui Aco Passavant Spa è succursale italiana.

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Il Gruppo ACO, di cui Aco Passavant Spa è succursale italiana, è il principale produttore europeo di canali in calcestruzzo polimerico, materiale innovativo e versatile che ha rivoluzionato il settore del drenaggio lineare. Presente in 40 paesi nel mondo e con 32 centri di produzione, ACO propone soluzioni all’avanguardia nell’edilizia civile, stradale e industriale. Oggi tutto il mondo costruisce con ACO. Dal 2000 l’azienda, con il marchio Passavant, già leader europeo nel settore separazione e trattamento acque, grassi e carburanti, è divenuta uno dei fornitori principali di impianti per stazioni di rifornimento carburanti, alberghi, strutture di ristorazione e siti industriali.

Il mercato di riferimento di Aco Passavant è dunque costituito dai più importanti operatori del comparto edile: rivendite qualificate, grandi gruppi di acquisto, studi di progettazione ed imprese di costruzione.

Aco lavora la materia prima dei propri manufatti nei suoi centri di produzione moderni ed ecologicamente compatibili distribuiti nel mondo. L’alta qualità e produttività ACO è basata proprio sull’esperienza internazionale del gruppo. Le notevoli risorse investite nella ricerca e sviluppo, unitamente all’assoluta competenza nei processi di produzione, creano una solida piattaforma per la lavorazione ottimale dei nostri materiali più importanti: calcestruzzo polimerico, acciaio inox, plastica, ghisa, calcestruzzo rinforzato.

Ad oggi, tra i suoi tanti prodotti, ne propone due in particolare: il Multiline V 200  con fori per  asfalto drenante ed il Canale monolitico Monoblock.

In ambito stradale è infatti importante per la sicurezza avere dei sistemi di drenaggio estremamente efficienti e dai ridotti tempi di manutenzione. In particolare con l’avvento degli asfalti drenanti si è reso necessario lo sviluppo di un particolare canale capace di captare l’acqua anche al di sotto dello strato di tale materiale: nasce così Multiline V 200 con fori per asfalto drenante, prodotto facente parte della gamma MULTILINE®, il canale con l’innovativa sezione a V, con sezioni da 100 a 500 mm. Per migliorare le capacità idrauliche del canale e ridurre la tendenza al deposito di sporcizia e detriti sul fondo della linea di drenaggio, nonché tempi e costi di manutenzione,  ACO ha sviluppato un canale dalle caratteristiche uniche.

Il nucleo dell’innovazione sta nell’aver cambiato la sezione del canale di drenaggio da U a V. Ciò comporta una serie di vantaggi notevolissimi, tra cui:

• Miglioramento della prestazione di drenaggio, ciò per far fronte agli eventi piovosi più violenti e imprevedibili degli ultimi anni

• Ottimizzazione ed incremento dell’effetto autopulente

• Vantaggi logistici: sebbene sopporti alti carichi di portata, la forma affusolata rende il canale più leggero e maneggevole, e ciò significa facilità di movimentazione, ottimizzazione del trasporto, velocità di posa. 

Inoltre, Il calcestruzzo polimerico di cui è composto il corpo canale rende la superficie interna particolarmente “liscia” al passaggio dell’acqua.

Il progetto Monoblock nasce invece per garantire ottimo drenaggio e massima sicurezza. Canale monolitico in calcestruzzo polimerico ideato per situazioni di carichi particolarmente gravosi come circuiti di F1, piastre logistiche aeroporti, ecc, il Monoblock sfrutta le caratteristiche meccaniche superiori del calcestruzzo polimerico per la realizzazione di elementi prefabbricati dove la griglia ed il corpo canale sono un unico elemento monolitico, garantendo al manufatto un’estrema robustezza (classe di carico F 900) e sicurezza.

In tal modo vengono superati i classici problemi delle griglie che “saltano” e della loro rumorosità  in prossimità di attraversamenti, rampe, ecc. ecc.

Il prodotto, tra l’altro, è già stato applicato con successo in diversi ambiti particolarmente critici quali aeroporti, circuiti di F1 (prodotto approvato dalla FIA) e stazioni di servizio.

Il sistema è estremamente versatile e consente di poter effettuare collegamenti a T ad L.

La manutenzione e pulizia è garantita da elementi di ispezione con griglia in classe F 900 con sistema di chiusura brevettato Powerlock.

 

Ulteriori informazioni in merito o specifiche su altri prodotti, è possibile trovarle sul sito: www.aco.it .


 

 

Le Alluvioni in Italia

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Autori Vari  
LE ALLUVIONI IN ITALIA
Di Virgilio Editore
Collana LASINTESI SCIENZE AMBIENTALI

pp. 350, euro 32,00 - aprile 2010
ISBN 978 8890306280


L’Associazione Idrotecnica Italiana, in collaborazione con la Sigea, nel maggio 2007 ha organizzato a Roma presso l’Aula Convegni del Cnr il Convengo Nazionale Le alluvioni in Italia. Ricco di relazioni molto puntuali, di interventi qualificati a vario titolo, di approfondimenti tecnico-scientifici e giuridico-istituzionali, il Convegno, molto partecipato, si concluse con una tavola rotonda e l’approvazione di un documento finale articolato e impegnativo.
Il recente disastro di Messina (ottobre 2010) ripropone con tragica evidenza la fragilità del territorio italiano, esplicita le inadeguatezze delle diverse strumentazioni disponibili per fronteggiare le catastrofi idrogeologiche e rende le tematiche affrontate in quella sede di costante, crescente e grande attualità.
Da più parti sono giunte all’ Associazione importanti sollecitazioni affinché quei contributi fossero maggiormente divulgati e posti alla attenzione di quanti, a vario titolo, operano nel campo della difesa del territorio dal rischio idraulico e idrogeologico.
Al fine di rispondere a tali richieste, e in coerenza  con gli obiettivi che l'Associazione persegue istituzionalmente e storicamente, abbiamo deciso di pubblicare gli atti del Convegno con lo scopo di fornire un tangibile strumento conoscitivo e di aggiornamento professionale e istituzionale.
La tutela e la gestione integrata di beni comuni come l’acqua e il suolo, così come  i temi quali la messa in sicurezza e l’assetto idrogeologico del territorio nazionale, devono diventare leva e misura ordinaria della sostenibilità delle politiche di sviluppo economico del Paese, come peraltro è sancito e finanziato dalla Unione Europea.
L’acqua e la conservazione del suolo, al centro di una rinnovata stagione di attenzione da parte dei decisori politico-istituzionali: è questo il nostro auspicio e il nostro sforzo.

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