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L'altracqua

La Lectio Magistralis del Prof. Luigi Butera già Presidente della Sezione Liguria Piemonte e Valle d’Aosta

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Mercoledì 9 Dicembre u.s., nel Politecnico di Torino, con la tradizionale Lectio Magistralis, il Prof. Luigi Butera ha salutato i colleghi, gli amici, gli ex allievi ed i Soci della Sezione che ha conosciuto nella sua lunga carriera di Professore di Meccanica dei Fluidi, di Meccanica dei Fluidi confinati, di Costruzioni Idrauliche nel Politecnico di Torino, di Presidente della
Delegazione Liguria e Piemonte nel 1987 e Presidente della Sezione Liguria Piemonte e Valle d’Aosta dal 1988 al 2008.
Per l’occasione la A.I.I. era rappresentata dal Consigliere Nazionale ing. Pasquale Penta, dal Presidente della Sezione Padana Prof. Paolo Mignosa, dal Presidente e dal Segretario della locale Sezione proff. Bruno Bolognino e Gennaro Bianco e da numerosi Soci tra cui il Prof. Giovanni Tournon.
Il Prof. Francesco Profumo, Rettore del Politecnico di Torino, ha ricordato il prezioso lavoro svolto dal Prof. Butera per la crescita del Politecnico e lo sviluppo delle discipline idrauliche.


Il Prof. Butera insieme al Rettore del Politecnico di Torino Prof. Francesco Profumo e al Direttore del D.I.T.I.C. Prof. Luca Ridolfi   


Tra i presenti: l’Ing. Pasquale Penta, il Prof. Giovanni Tournon i Professori Bruno Bolognino e Gennaro Bianco.

Il Prof. Butera, infatti, nell’ambito della sua attività istituzionale ha ricoperto nel Politecnico di Torino numerose cariche accademiche: Consigliere del Rettore, Prof. Stragiotti, Presidente del Corso di Laurea in Ingegneria Meccanica, Direttore del Dipartimento di Idraulica Trasporti e Infrastrutture Civili nonché Coordinatore del Dottorato di ricerca in Ingegneria Idraulica per le quattro sedi consorziate Milano-Torino-Bologna-Pavia et alia.
Per meriti scientifici è inoltre Socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze e Socio Ordinario dell’Accademia di Agricoltura di Torino.


Tra i presenti: il Prof. Paolo Mignosa e Sig.ra Prof.ssa Maria Giovanna Tanda.   

E’ stato occhio vigile con il Prof. Tournon per la Regione Piemonte in merito all’ubicazione di una centrale nucleare in Piemonte, operazione poi caduta per i ben noti fatti di Cernobil, nonché occhio vigile per la Provincia di Torino sugli studi compiuti da Professionisti per problematiche territoriali ed ambientali, ricordando la necessità di un “Dominus” che, in particolare, “……..conosca a fondo e per esperienza diretta il territorio interessato,come chi abbia risieduto per anni in loco e abbia percorso quei bacini e i loro torrenti in lungo e in largo ………” (G. De Marchi).
Per la competenza nel campo delle Costruzioni Idrauliche, è stato chiamato a far parte del Comitato Tecnico Consultivo dell’Agenzia Interregionale per il Fiume Po, ora dismesso.
Il Prof. Sebastiano Sordo ha affettuosamente ricordato le più significative tappe, difficoltà,  traguardi e successi raggiunti in tanti anni di lavoro svolto insieme; egli, dapprima  assistente e poi professore, molto ha attinto e ricevuto dal Prof. Butera sia nel campo della ricerca sia dell’insegnamento.
Parimenti il Prof. Ridolfi, Direttore del Dipartimento di Idraulica Trasporti e Infrastrutture Civili del Politecnico di Torino, ha ricordato l’iniziale periodo formativo alla luce degli insegnamenti e dei suggerimenti ricevuti dai Proff. Butera e Sordo.
La versione integrale della Lectio Magistralis verrà pubblicata su un prossimo numero della rivista L'ACQUA


Il prof. Bufera tra gli allievi Proff. Sordo e Ridolfi   


L’ing. Pasquale Penta e il Prof. Bolognino  


Il Prof. Butera con I proff. Tournon e Larcan

A cura del, Prof. Gennaro Bianco
Segretario della Sezione
Liguria Piemonte e Valle d’Aosta
 

WATEC/WATERMED 2009 Tel Aviv 17 - 19 novembre 2009

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al 17 al 19 novembre u.s. si è svolta a Tel Aviv la quinta edizione della Fiera Internazionale Watec (Water Technologies, Renewable Energy & Environmental Control), la tre giorni dedicata alla questione dell’acqua e delle tecnologie ambientali.

La delegazione italiana partecipante all’iniziativa WaterMed/Watec 2009, guidata dall’On. Stefania Prestigiacomo, è risultata essere la prima in termini di presenze (24 imprese e 21 istituzioni per un totale di 70 partecipanti).

Il programma della delegazione ha previsto 104 incontri B2B, 8 visite ad aziende israeliane e la partecipazione a 3 seminari di approfondimento; in particolare il seminario sulle energie rinnovabili organizzato il giorno 17 novembre dall’ICE ed il 18 novembre il simposio Scientifico Israel-Italia “The virtuos circle: from depuration to clean energy” organizzato da Ambasciata e Camera di Commercio Italia Israele e la Conferenza Internazionale“ Water and Environmental Challenges facing Europe and proposed practical solutions”.

''Rafforzare la cooperazione fra Italia e Israele sui temi della ricerca scientifica e tecnologica applicata ai temi ambientali, che rappresentano una questione sempre più centrale nelle scelte economiche mondiali'' è' l'obiettivo indicato a Tel Aviv dal ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, sottolineando come la cooperazione fra i due Paesi in campo tecnologico-ambientale sia già significativa (l'Italia e' il primo partner europeo di Israele e il secondo al mondo dopo gli Usa nella ricerca applicata al settore), ma ha anche evidenziato ulteriori opportunità di espansione: in particolare sul fronte delle tecnologie connesse alle fonti rinnovabili, alla lotta alla desertificazione e soprattutto alle risorse idriche, dalla depurazione delle acque per uso irriguo alla desalinizzazione.

Israele - ha notato il ministro - e' ''un Paese all'avanguardia'' su questi terreni, e ''offre grandi opportunità di scambio di competenze ed esperienze, oltre a prospettive di sviluppo economico importanti''.

 

ITT Water & Wastewater a Bionergy Fieragricola di Verona

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Sempre maggiore è l’interesse per la produzione di energia da biomassa, un settore che in Europa è in costante espansione e che, anche in Italia, promette di offrire significativi risparmi nella gestione delle aziende agricole moderne.
La biomassa di “scarto” dell’attività agricola e degli allevamenti può essere infatti validamente utilizzata per la produzione di metano da digestione anaerobica della biomassa, successivamente impiegato per generare elettricità con bruciatori convenzionali.
Alla prossima edizione di Bioenergy Expo, una delle 5 aree tematiche della Fieragricola di Verona, ITT Water & Wastewater sarà presente allo stand H4 del padiglione 10, presentando i suoi prodotti specifici per il settore.
Durante il periodo della fiera sarà presente anche Eilert Balssen, responsabile europeo per tali applicazioni del gruppo multinazionale, che porterà il contributo di dati e delle numerose esperienze acquisite nella realizzazione  di impianti per la produzione del biogas in Europa. Eliert Balssen parlerà di "Miscelazione efficiente per ridurre il consumo elettrico nei digestori a biogas" il giorno 4 febbraio 2010 alle ore 15,30 nell'area Forum Pad. 10

 

Corso di formazione Modellazione fluviale mono e bi-dimensionale Infoworks RS

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Dopo la numerosa partecipazione alla prima edizione di Bologna, Wallingford Software organizza la seconda edizione del corso di fomazione "Modellazione Fluviale mono e bi-dimensionale Infoworks - RS che si terrà a Napoli presso lo Starhoters Terminus Napoli Piazza Garibaldi, 91 – 80142 Napoli (Maggiori informazioni sulla location: http://www.starhotels.com) il 3 e il 4 marzo.

Il corso si terrà in una sala attrezzata con una scrivania e una presa di corrente per ogni partecipante.
È fortemente consigliata la partecipazione con proprio computer portatile.
Al momento dell’iscrizione saranno forniti ulteriori dettagli logistici e tecnici.
Il pernottamento ed i pasti saranno a carico dei partecipanti.

Per iscriversi al corso è necessario mandare una e-mail di conferma a:
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entro mercoledì 24 febbraio 2010

Per Informazioni
Ing. Lucia Costa
051 0415231
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www.wallingfordsoftware.com

> Scarica Locandina
 

Call for Papers - Giornata ITCOLD La salvaguardia dei serbatoi artificiali in Italia Gestione della risorsa, mantenimento delle opere, ampliamento della capacità

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CALL FOR PAPERS

Il Comitato organizza nel 2010 una giornata di studio sui temi qui allegati.
Detta giornata sarà organizzata come intervento di alcuni relatori generali, eventualmente coadiuvati da altri esperti, che illustreranno i temi indicati, utilizzando memorie presentate da autori in risposta al presente call for papers.

Dette memorie dovranno essere riferite ad uno dei temi in discussione, indicare  nomi e qualifiche dell’autore o degli autori, nonché un loro recapito per poter in caso colloquiare.
Le memorie dovranno essere trasmesse al Comitato o in forma telematica ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo ) o sotto forma di dischetti a Comitato Nazionale Italiano Grandi Dighe, Via dei Crociferi, 44, 00187 Roma.
La lunghezza totale delle memorie non dovrà superare indicativamente una decina di cartelle.

La data limite di presentazione delle stesse è il 31 maggio 2010.
Tutte le memorie accettate, saranno distribuite su CD ai partecipanti della giornata nonché immesse e scaricabili dal sito ITCOLD.
Quanto prima verranno date informazioni sul luogo e sulla data dell’evento.
 
GIORNATA ITCOLD
La salvaguardia dei serbatoi artificiali in Italia
Gestione della risorsa, mantenimento delle opere, ampliamento della capacità

L’Italia è dotata di oltre 500 grandi dighe, che corrispondono ad un ingente investimento e soddisfano molte esigenze. L’età media di queste opere è avanzata e comporta costante ed accurata manutenzione. La tutela di questo ricco patrimonio, sempre più prezioso anche in previsione di sfavorevoli congiunture climatiche, richiede un’attenta gestione che permetta un efficiente utilizzo della risorsa pure in presenza di diverse e spesso contrastanti esigenze, nonché interventi per garantire efficienza e sicurezza. Questi interventi riguardano il mantenimento ed il miglioramento delle opere, ma anche il potenziamento del parco attuale (rifacimenti, sovralzi, ripresa di lavori abbandonati, nuove iniziative), sempre nel rigoroso rispetto dell’ambiente e del territorio.

1.    Ottimizzazione della gestione della risorsa
Comprende considerazioni sulla fattibilità e sui limiti delle utilizzazioni plurime e della conciliazione di diverse esigenze, a scala locale, regionale e interregionale per gli aspetti tecnici, economici, e sociali, con particolare riguardo al deflusso minimo vitale, alla gestione dei sedimenti.

2.    Mantenimento e miglioramento delle opere   
Si riferisce alle attività di diagnosi ed agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria; comprende gli interventi necessari per tener conto delle modifiche naturali, artificiali e normative nell’arco della vita delle opere, con particolare attenzione ai problemi attualmente e in prospettiva più rilevanti o ricorrenti

3.    Sovralzi, rifacimenti, nuove costruzioni   
Si considera la possibilità di ricostituire o incrementare la capacità del serbatoio con sovralzi eventualmente associati a modifiche delle opere di scarico, rifacimenti di opere obsolete, ripresa di lavori incompiuti, fino a nuove iniziative compatibili con l’auspicato sviluppo di energie rinnovabili.   

4.    Impatti con la normativa concernente opere, territorio, ambiente.
Comprende la discussione di aspetti normativi che incidono in misura prevalente sulla possibilità di adeguate risposte alle  necessità di mantenimento e sviluppo del patrimonio esistente

5.    Addestramento e trasferimento di conoscenze per ingegneri e tecnici
Comprende riflessioni sulla ricerca di soluzioni a questa diffusa esigenza, in particolare su possibili azioni aggiuntive quali tirocinio pratico, corsi specifici organizzati da associazioni culturali nazionali e internazionali, dall’Università,

Svolgimento della giornata

Lo svolgimento dei lavori, sarà affidato a relatori generali, che inquadreranno i temi tenendo conto delle memorie presentate. Tali memorie verranno richieste tramite una call for papers; nell’invito si raccomanderà di privilegiare storie di casi. Le relazioni generali e le memorie saranno consegnate ai partecipanti. La Giornata avrà termine con una discussione.
 

Convegno Nazionale Infrastrutture 2010: sono aperte le iscrizioni

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Sono aperte le iscrizioni

Sono previste visite tecniche guidate presso cantieri delle linee metropolitane di Roma, Laboratori di analisi di qualità delle acque di Acea SpA o altri luoghi correlati ad argomenti primari trattati nel Convegno.

Per maggiori informazioni visita il sito del convegno
 

Le potenzialità di sviluppo del mini-idro elettrico italiano

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Il 17 novembre 2009 si è svolto a Napoli nell’aula Magna Partenope del centro Congressi dell’Università di Napoli “Federico II” il workshop dal titolo “Le potenzialità di sviluppo del mini-idro elettrico italiano” organizzato dalla società di ricerca ERSE e dal Centro Interdipartimentale di Ricerca Ambiente (CIRAM) della Federico II, con la collaborazione della Associazione Idrotecnica Italiana, nell’ambito del programma di disseminazione del progetto SMART “Strategies to proMote small scAle hydro electRicity producTion in Europe”, finanziato dal programma europeo Intelligent Energy Europe e coordinato dalla Provincia di Cremona.

Tema centrale del workshop è stato l’esplorazione delle nuove potenzialità di sviluppo del settore mini idroelettrico offerte dalle più recenti tematiche di ricerca e dalle tecnologie esistenti.

La giornata ha proposto agli operatori un approfondimento sulla situazione europea rispetto allo stato attuale della produzione mini idroelettrica, agli obiettivi fissati dall’Unione Europea al 2020 per le fonti rinnovabili e ai meccanismi di incentivazione usufruibili a livello nazionale, definendo quindi il quadro normativo all’interno del quale si colloca il potenziale sviluppo del settore. Inoltre sono stati presentati interessanti risultati di attività di ricerca indirizzati al miglioramento della realizzazione di impianti idroelettrici dal punto di vista progettuale, ambientale, amministrativo e tecnologico. In particolare grande interesse hanno suscitato le tematiche relative alle nuove vie di sviluppo della produzione mini-idroelettrica come il recupero energetico all’interno dei sistemi acquedottistici in pressione oppure lo sfruttamento del rilascio di minimo deflusso vitale dai grandi invasi.



Sono state presentate memorie da parte del CIRAM (Maurizio Giugni e  Massimo Dentice d’Accadia), di ERSE (Julio Alterach e Daniela Postiglione), della Provincia di Cremona (Marco Antoniazzi e Sabrina Cassi), del Politecnico di Napoli (Domenico Coiro), del Politecnico di Milano (Priscila Escobar), di ENEL (Massimiliano Spinato), di APER (Sara Gollessi) e di IREM (Guido Usseglio Prinsi).   

Hanno egregiamente moderato Maximo Peviani di ERSE e Maurizio Giugni del CIRAM e hanno onorato la manifestazione il Preside della Facoltà di Ingegneria (Edoardo Cosenza) e di Architettura (Claudio Claudi De Saint Mihiel) e il Presidente dell’Associazione Idrotecnica Italiana (Massimo Veltri).

L’evento ha riscontrato una partecipazione di più 100 persone provenienti da tutta Italia e appartenenti al settore della ricerca, degli studi professionali, delle società di gestione idrica e idroelettrica, degli enti locali e della produzione industriale.



Il successo dell’iniziativa pertanto evidenzia l’attenzione generale all’incentivazione della produzione energetica da fonti rinnovabili da parte di ricercatori, professionisti e imprenditori e la sensibilità alle questioni di compatibilità ambientale, in particolare, da parte degli enti che sono coinvolti nella gestione della risorsa acqua.

I lavori citati sono scaricabili dai siti
www.erse-web.it
www.smarthydro.eu

Per ulteriori approfondimenti sul tema:
http://minihydro.erse-web.it
 

Giornata di Studio Gli eventi del 1° ottobre 2009 nel messinese: analisi storica e spunti di riflessione per nuovi approcci nella difesa del territorio

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Venerdì 4 dicembre si è svolta, presso l’Aula Magna della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Messina, una Giornata di studio sui tragici eventi del 1° ottobre 2009 verificatisi nella fascia jonica della provincia di Messina, dove piogge molto intense hanno causato la formazione di numerose colate di fango e detriti che travolgendo gli abitati hanno seminato morte e distruzione.
Obiettivo della Giornata è stato quello di fornire un’occasione formale di incontro fra le comunità scientifiche e professionali e gli Enti territoriali che hanno gestito gli eventi, dando particolare risalto alla presentazione di tutte le informazioni tecniche post-evento e a spunti di riflessioni per nuovi approcci nella gestione del territorio.

La Giornata è stata organizzata dal Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Messina e dall’Associazione Idrotecnica Italiana, con la collaborazione delle Sezioni Sicilia Occidentale e Orientale; è stato concesso il patrocinio del Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali dell’Università di Palermo, del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Catania, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, del Gruppo Italiano di Idraulica, dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina e dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia.
La Giornata ha avuto inizio con una breve introduzione del Prof. Gaspare Viviani, Presidente della Sezione Sicilia Occidentale dell’A.I.I., e dell’Ing. Salvatore Alecci, Presidente della Sezione Sicilia Orientale, che hanno fatto una breve presentazione dei temi trattati nella Giornata stessa; hanno fatto seguito i saluti portati dal Prof. Giovanni Falsone, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Messina, e del Prof. Massimo Veltri, Presidente nazionale dell’Associazione Idrotecnica Italiana.

I lavori sono stati coordinati dal Prof. Mario Santoro, del Dipartimento di Ingegneria Idraulica ed Applicazioni Ambientali dell’Università di Palermo.
Nel primo intervento della Giornata, il Prof. Giuseppe Aronica, docente di Protezione Idraulica del Territorio nella Facoltà di Ingegneria dell’Università di Messina, ha presentato i risultati delle analisi idrologiche e idrauliche che riguardano le ricostruzioni degli idrogrammi di piena liquida e dei volumi di trasporto solido con i rispettivi tempi di ritorno. La relazione ha evidenziato come la stima dei tempi di ritorno degli eventi sia risultata alquanto complessa, tenuto conto che nell’area colpita dagli eventi (estesa circa 400 km2) sono presenti solo 7 pluviografi, dei quali appena 2 con periodi di funzionamento sufficientemente lunghi per una robusta analisi statistica. Inoltre, le analisi idrologiche hanno messo in luce come nel verificarsi degli eventi e nella loro catastroficità hanno giocato un ruolo fondamentale le condizioni di saturazione dei bacini. Quest’ultima considerazione apre scenari significativi sulla implementazione di procedure di allarme e allerta che dovrebbero basarsi proprio sulla previsione e il monitoraggio delle condizioni di umidità dei suoli.
Il Dott. Giuseppe Basile del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, oltre a presentare una serie di considerazioni sui meccanismi geomorfologici che hanno portato alla formazione delle frane e delle colate detritiche, ha illustrato la proposta di perimetrazione delle aree colpite dagli eventi redatta dalla Commissione di esperti nominata dal Presidente della Regione Sicilia, di cui lo stesso fa parte. Questa prevede la definizione di 4 tipologie di zone (rossa, viola, gialla e verde), ciascuna delle quali caratterizzata da un prefissato livello di rischio residuo. Tale perimetrazione, ha spiegato Basile, segue la logica di ripristinare ciò che suggerisce l’aspetto geomorfologico delle zone.

L’Ing. Bruno Manfrè, del Dipartimento Regionale della Protezione Civile della Regione Sicilia, ha fatto il punto sull’attività immediatamente successiva al primo bollettino meteo d’allerta, ricordando come sia necessaria una crescita culturale dei nostri amministratori, che spesso trascurano l’importanza della pianificazione.
Pianificazione fondamentale anche nella ricostruzione, sulla quale si è soffermato il Prof. Pasquale Versace, Presidente del Gruppo Italiano di Idraulica, che ha evidenziato le analogie tra gli eventi di Giampilieri e quelli di Sarno. “I tempi tecnici sono incomprimibili e vanno rispettati, la fretta è cattiva consigliera”. Secondo Versace, non siamo all’anno zero nella difesa del suolo, ma le normative degli ultimi anni hanno solo attenuato un fenomeno di crescita del rischio nel tempo che non si è arrestato.

Alle relazioni hanno fatto seguito alcuni interventi programmati, anche questi coordinati dal Prof. Mario Santoro, dell’Assessore alla Protezione Civile del Comune di Messina On. Fortunato Romano, del Presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi Dott. Gianvito Graziano, del Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina Ing. Santi Trovato e del Dott. Giuseppe Basile, in sostituzione dell’Ing. Salvatore Cocina Direttore del Dipartimento Protezione civile della Regione Sicilia.
Tutti i partecipanti hanno focalizzato i loro interventi sul problema della gestione e pianificazione del territorio. In particolare l’Ass. Romano ha affermato, non senza provocazione, che “ la tutela del territorio non porta consenso e crea disattenzione nella politica. Ma è anche vero che la cronica mancanza di risorse impedisce spesso interventi organici e completi dal punto di vista tecnico.”
Il Prof. Massimo Veltri ha concluso i lavori della giornata, ribadendo come eventi di questo tipo dovrebbero alimentare quella capacità collettiva di analizzarli, metabolizzarli e trasformarli in forti iniziative sociali e politiche, mirate al superamento delle condizioni di incertezza e ambiguità e di non partecipazione pubblica ai processi decisionali nelle Istituzioni centrali, regionali e locali.

 

VII giornata di studio sul drenaggio urbano sostenibile

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L’Associazione Idrotecnica Italiana, il Dipartimento di Ingegneria delle Acque e di Chimica del Politecnico di Bari, il Centro di Ricerca in Urbanistica e Ingegneria Ecologica dell’Università degli Studi di Genova e il Centro Studi Acquedotti e Fognature del Dipartimento di Difesa del Suolo dell’Università degli Studi della Calabria hanno organizzano la VII Giornata di Studio sul Drenaggio Urbano Sostenibile. Durante il convegno si sono affrontate le tematiche relative al drenaggio urbano sostenibile, in tutte le diverse sfaccettature, che vanno dagli aspetti più innovativi riguardanti la progettazione, fino agli aspetti di carattere idraulico e ambientale degli sversamenti in mare, delle problematiche relative al trasporto del materiale solido nei sistemi di convogliamento dei deflussi, della interazione dei deflussi con opere civili e idrauliche, delle problematiche dei canali di drenaggio e di quant’altro sia connesso con tali argomenti. Interverranno docenti universitari di rilevanza nazionale e internazionale e massimi esponenti del tessuto imprenditoriale connesso con le tematiche in oggetto. Particolare attenzione si è posta alla problematica del possibile riutilizzo delle acque reflue e, in caso di sversamento in mare o in altri recapiti idrici, all’interazione tra il flusso delle acque reflue e quelle del corpo idrico recettor

Per ulteriori informazioni
www.idrotecnicapugliese.it
 

Piano di gestione del distretto idrografico del fiume Po

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Avviso importante per la fase di consultazione

Si comunica che in data 30 novembre 2009 è scaduto il termine di sessanta giorni previsto dall’art. 14, comma 3 del Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 per la visione/consultazione della proposta di Piano di gestione del Distretto idrografico del fiume Po (di cui all’art. 13 della Direttiva Ce 23 ottobre 2000, n. 60, recepito dall’art. 117 del D. lgs. n. 152/2006), del relativo rapporto ambientale e della sintesi non tecnica di tale rapporto, ai fini della procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) cui tale Piano è subordinato in forza dell’art. 66, comma 1 del suddetto Decreto legislativo, giusta l’espresso richiamo dell’art. 117 del Decreto medesimo (l’avviso di avvio di tale fase di consultazione è stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – serie generale - n. 227 del 30 settembre 2009). Con ciò, pertanto, tale fase della procedura di VAS deve considerarsi conclusa.

Si informa, inoltre, che prosegue la distinta fase delle osservazioni di cui al comma 7 del medesimo articolo 66 del D. lgs. n. 152/2006, il quale (conformemente a quanto stabilito dall’articolo 14, paragrafo 2, della Direttiva Ce 23 ottobre 2000, n. 60) stabilisce espressamente che il periodo di osservazione debba avere durata non inferiore a sei mesi. Al riguardo si precisa che, in conformità alle indicazioni espressamente fornite a questa Autorità di bacino dall’Ufficio di Gabinetto del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (con Nota prot. GAB – 2009 – 0029114 del 27 novembre 2009), la scadenza di tale fase di osservazioni (che ha avuto inizio in data 23 luglio 2009, giorno di deposito del materiale presso il presente sito web) è fissata al giorno 22 gennaio 2010, per consentire il completamento delle successive fasi della procedura di adozione del Piano di Gestione nel rispetto del termine (22 marzo 2010) stabilito per la trasmissione di tali Piani alla Commissione Europea.
Pertanto, chi volesse esprimersi con nuove osservazioni o integrare quelle precedentemente inviate per la fase di consultazione del Progetto di Piano, può provvedere a farlo nel rispetto della nuova scadenza e delle modalità già indicate.

Ringraziando per l'importantissima collaborazione finora fornita, si porgono cordiali saluti.

Francesco Puma
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Fernanda Moroni
Autorità di bacino del fiume Po
e-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo
Tel. 0521 276250

 

Pompe Caprari ad asse orizzontale “PM”

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Caprari Pumps Australia è la Filiale australiana di CAPRARI, azienda di pompe rinomata in tutto il mondo e costruttore leader europeo di pompe di qualità.
Le pompe CAPRARI sono destinata ad un'ampia gamma di applicazioni in campo industriale, acquedotti stico, trattamento acqua e irrigazione.
Le pompe CAPRARI sono fabbricate nel rispetto del sistema di gestione qualità ISO 9001:2008 e del sistema di gestione ambientale ISO 14001:2004 con certificazione DNV.
L’ampia gamma di pompe CAPRARI, che comprende pompe per acque profonde, acque di superficie e una linea di pompe per le acque reflue e il drenaggio, presenta numerose funzioni innovative che offrono significativi vantaggi all'utente.  Le pompe CAPRARI serie PM sono disponibili nelle grandezze comprese tra 50 mm e 150 mm.  Le pompe possono raggiungere una portata di 160l/s e presentano una prevalenza di 1000 m. La serie PM è disponibile in numerose configurazioni tra cui, per citarne solo alcune, tenuta a treccia e tenuta meccanica, da PN25 a PN100, con singola sporgenza e doppia.  Le caratteristiche principali di questa serie sono le elevate prestazioni, l’efficienza e la solidità di costruzione.

“EFFICIENZA ed AFFIDABILITÀ”
Sin dall'inizio dell'attività mineraria, è sempre esistito il problema del dewatering minerario.  Più aumenta la profondità delle miniere sotterranee, più l'operazione di dewatering si rivela complicata.  Questa sfida è stata raccolta da Tru-Flo Industrial Pumps di NSW.



Le pompe utilizzate nell'impianto della fotografia presso Douglas Coal sono CAPRARI PMST100HS/8A (una pompa ad asse orizzontale a ad otto stadi con portata di 39l/s e prevalenza di 550 m).  Queste particolari unità sono state dotate di giranti in bronzo, tenute meccaniche e sensori della temperatura dei cuscinetti.  Le pompe CAPRARI sono state scelte per la loro caratteristiche di efficienza e stabilità al fine di ridurre i tempi morti, che in miniera sono notoriamente onerosi.

IMPIANTI  ON LINE , ELETTROPOMPE  CAPRARI ACQUE  REFLUE.
La filiale spagnola del Gruppo Caprari, Bombas Caprari, S.A., la cui esperienza e solidità sul mercato è prossima alla celebrazione del suo 30 anniversario proprio nel 2010, presenta due particolari ed importanti progetti, la cui caratteristica principale è l´installazione  in serie di modelli  di elettropompe per acque reflue CAPRARI.
Il primo di questi impianti è costituito da pompe della Serie K+, sommergibili , ed il secondo da pompe della Serie K-Kompact, in camera asciutta.
In questa occasione, il nostro cliente di riferimento è la società  Coptalia, S.A.U.,  la cui area di attività raggiunge tutto il territorio spagnolo operando in settori quali:
Pulizia delle vie- Pulizia di spiagge- Raccolta RSU (Residui Solidi Urbani)- Gestione e utilizzo di depuratori- Manutenzione della via pubblica- Giardinaggio- Opere in genere.
Si tratta di una azienda  di  dimensioni  medio- grandi, con esperienza sia col marchio CAPRARI che con le nostre soluzioni per professionisti.

REFERENZA  ELETTROPOMPE IN SERIE , SERIE K Acque reflue :
POMPAGGIO ACQUE REFLUE a Argés (Toledo).




Fornitura di NR. 2 electropompe KCW080HC+003541N1, allineate in serie e sommerse, con potenza totale di 7 kW.
Obbiettivo:  pompaggio di acque reflue, portata 72 m3/h e pressione di mandata di 80 m.
Soluzione Caprari: data la pressione elevata richiesta,  abbiamo studiato la possibilità di installare Nr.2 pompe sommergibili KCW080HC+003541N1, in serie, con girante aperta arretrata.

REFERENZA  ELETTROPOMPE IN SERIE , SERIE K-Kompact Acque reflue  in camera asciutta :
POMPAGGIO ACQUE REFLUE Cobisa- Layos (Toledo).




Fornitura di NR. 2 elettropompe KKCM100NA+037022N1, allineate in serie, con potenza totale di 74 kW.
Obbiettivo:  pompaggio di acque reflue da Cobisa (Layos Casa de Campo, S.A.), fino al depuratora del paese vicino Layos; portata 70 m3/h e pressione di mandata di  130 m.
Problema: portata insufficente sul pompaggio di acque reflue, pompe esistenti inadeguate con avarie e bassi rendimenti.
Soluzione Caprari: sostituzione di 4 pompe esistenti  ed installazione di Nr.  2 pompe KKCM100NA+037022N1 monocanale per acque reflue, in camera asciutta.

Vantaggi da evidenziare sul progetto:  la robustezza, versatilità sull´ impianto (installazione verticale oppure orizzontale) e sull´applicazione (diversi tipi di giranti: monocanale, bicanale, aperta arretrata),.
Il motore standard di superficie  IP55  rende più semplice la manutenzione e prevenzione di avarie

Caprari mette a disposizione dei professionisti del ciclo integrato dell’acqua competenze  ed esperienze specifiche sviluppate e consolidate nel settore in oltre 60 anni di storia.


 

Inserimento di dispositivi antisismici in edifici esistenti

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Soles ha messo a punto soluzioni tecnologicamente innovative per l’isolamento sismico in generale ed in particolare per l’adeguamento del patrimonio immobiliare esistente.

Nel caso di strutture esistenti, che richiedono il maggior impegno sotto l’aspetto progettuale ed esecutivo, si ricorre al sostegno e/o al sollevamento dell’edificio per consentire l’inserimento di appositi dispositivi quali gli isolatori sismici con sistemi dissipativi di energia. L’obiettivo dei provvedimenti da adottare è sempre quello di svincolare il terreno dalla struttura sovrastante per rendere indipendenti i movimenti relativi delle due entità. L’assorbimento di energia sismica con relativa deformazione dei dispositivi riduce o elimina il danno sismico.

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Miscelazione e pompaggio in agricoltura e Biogas

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Nel settore agricolo le esigenze di pompaggio e miscelazione  sono numerose e, in considerazione delle particolari caratteristiche dei reflui e dei fluidi da movimentare, le attrezzature da impiegare debbono avere caratteristiche tecniche specifiche.
ITT Water & Wastewater  dispone di pompe ed attrezzature specificatamente sviluppate per le esigenze in agricoltura. In particolare per il settore  è sempre più interessante l’impiago di miscelatori sommergibili per mantenere in movimento le biomasse nei di gestori per  la produzione di biogas.
Per saperne di più: http://www.flygt.it/3097818.asp

Nel settore agricolo è  in rapido sviluppo la produzione di biogas che offre la possibilità di produrre energia sfruttando la produzione di gas derivanti dalla digestione anaerobica del materiale organico che un tempo era semplicemente disperso. Tali gas vengono utilizzati per produrre energia: per combustione diretta in caldaia per riscaldamento oppure per combustione in motori per la produzione di energia elettrica. Con il crescere dei costi dei combustibili fossili la produzione di biogas è diventata di sempre maggiore interesse.
Tali impianti, relativamente semplici da punto di vista tecnologico, prevedono che il letame ed il materiale organico sia inviato ad un digestore dove viene prodotto gas. In questi silos è di fondamentale importanza la miscelazione del materiale immesso in modo che le reazioni chimiche che producono il gas avvengano in continuo.
I digestori sono ovviamente chiusi ed i gas si raccolgono nella parte superiore della camera e diventa di fondamentale importanza l’adozione di sistemi di miscelazione che possano operare senza richiedere frequenti interventi che necessitano di interrompere il processo di produzione del gas. Massima affidabilità e la capacità di mantenere la miscelazione continua e omogenea della biomassa, sono requisiti essenziali a cui da una eccellente risposta la gamma di mixer sommergibili Flygt. Si tratta di macchine ad elica facilmente orientabili per ottimizzare la miscelazione, a basso consumo energetico ed elevata modularità che rende semplice la loro applicazione qualunque sia la forma e le dimensioni del bacino. Nella versione antideflagrante inoltre i mixer ITT Water & Wastewater offrono la sicurezza indispensabile per il loro impiego in atmosfera ricca di gas.  Sono studiate in modo da risultare virtualmente esenti dal rischio che le parti solide nel liquido da miscelare si avvolgano alterno alle eliche diminuendone l’efficacia idrodinamica.
I mixer Flygt lavorano in immersione e sono caratterizzati da una spinta elevata, producendo quindi un flusso di miscelazione in grado di interessare tutta la massa del liquido.

E’ poi noto a tutti che il pompaggio dei reflui deve fare sempre i conti con il contenuto di solidi nei fluidi da pompare. In alcuni settori sono le particelle abrasive ad essere particolarmente impegnative per le pompe, in altri settori è semplicemente la dimensione dei solidi nel fluido a creare dei problemi e in altri ancora semplicemente la presenza di fibre tenaci o lunghe che può mettere in crisi la girante di una pompa.
Per ogni situazione applicativa vi sono quindi differenti caratteristiche che una pompa deve soddisfare ed è questa la ragione per cui vengono studiate differenti configurazioni idrauliche con giranti che possono specificamente rispondere alle esigenze del fluido.
L’obiettivo del progettista e del costruttore è in ogni caso sempre lo stesso, la maggiore affidabilità e un’efficienza del pompaggio che permette un significativo risparmio energetico nel corso del funzionamento.
Nel caso dell’agricoltura e dell’allevamento i contenuti abrasivi e la dimensione dei solidi nel fluido da pompare possono essere considerati nella norma, ma sono soprattutto le fibre vegetali che impongono configurazioni specifiche alle pompe. Il contenuto di fibra in un liquido ha la sgradevole abitudine di avvolgersi attorno alla girante riducendone progressivamente l’efficienza idraulica e giungendo persino a provocare il blocco della stessa.
E ogni fermo macchina comporta costi per la manutenzione e blocchi degli impianti che, in definitiva, si traducono in un aumento dei costi di gestione dell’intera azienda.
E’ in particolare il caso dei liquami provenienti dalle stalle, che nelle aziende moderne vengono convogliati, tramite un apposito sistema di canalizzazione, verso dei pozzetti da ci vengono poi pompati. Il contenuto di fibra in questi liquami mette severamente alla prova le caratteristiche costruttive delle pompe e per tale applicazione ITT Water & Wastewater ha sviluppato le pompe della serie F con girante provvista di un dispositivo di taglio che è in grado di tranciare all’aspirazione le fibre più lunghe e tenaci, riducendo in modo drastico la possibilità che si verifichino diminuzioni dell’efficienza di pompaggio ed aumentando in modo soddisfacente l’affidabilità di funzionamento delle pompe.
La nuova gamma delle pompe ITT Water & Wastewater della serie F si avvale oggi della tecnologia sviluppata per le pompe in intasabili della serie N con un’idraulica molto avanzata che coniuga una efficienza elevata con un particolare sistema che permette il passaggio senza rischi di intasamento anche di stracci o altri elementi con fibre tenaci. Per l’agricoltura, le nuove pompe F chopper sono state sviluppate a partire da questa straordinaria girante aggiungendo elementi taglianti che permettono alla girante di tagliare le fibre più lunghe prima che vengano convogliate dallo speciale piatto-guida, dotato di specifiche scanalature, verso l’uscita dalla voluta della girante.
Il sistema presenta notevoli miglioramenti nel risparmio energetico nel normale funzionamento che si rivela assai interessante da punto di vista dell’abbattimento dei costi di funzionamento.
Essendo i rischi di intasamento ridotti al minimo, si raggiunge così un interessante livello di economia sia nella gestione sia nei costi di manutenzione e fermo macchina.

 

Vista aerea di un impianto di produzione di biogas in Francia.


Punti dove sono collocate pompa e mixer Flygt in un impianto per la produzione del Biogas


Un digestore: la copertura è tenuta in forma dalla presenza del gas.


Lo schema della produzione di biogas.


La semplicità di installazione e la sua facile orientabilità sono caratteristiche che rendono i mixer ideali per queste applicazioni.


Mixer insellati in un digestore per la produzione di biogas


Il nuovo mixer 4460 2 poli, appositamente studiato per l’applicazione Biogas

 
L’anello convogliatore del flusso di cui può essere dotato un mixer Flygt aumenta la spinta permette maggiore precisione di orientamento del flusso di miscelazione.

 
La girante delle nuove pompe ITT Water & Wastewater della serie F hanno uno speciale piatto che permette alla girante di tagliare le fibre lunghe e tenaci prima del loro pompaggio.


Uno dei possibili schemi di raccolta e pompaggio dei liquami di allevamento. I canali sotto le stalle convogliano i liquami in un pozzetto in cui opera una pompa F per la alimentazione del digestore.
 

Indice Annata 2009 "L'ACQUA"

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Indice 01/2010 "L'ACQUA"

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Quote 2010 pag. 6
Indicazioni per gli Autori e norme redazionali pag. 8

Sezione I / Memorie

Idraulica
C. Montuori: I modelli nell’Ingegneria Idraulica, ieri, oggi, domani pag. 9

Idrologia
V. Milano, D. Giovannoni, D. Pagli: Sulla regionalizzazione delle piogge di forte intensità in Toscana pag. 17

P. Mazzoli, D. Broccoli, M. Masoli: Elaborazioni idrologiche di ricostruzione delle serie giornaliere di portata in due sezioni del fiume Lamone in Romagna pag. 33

Dighe
M. Leopardi, A. R. Scorzini: Analisi sperimentale sull’erosione prodotta a valle di grandi dighe pag. 43
G. Leone: Indagine sui serbatoi per l’irrigazione pag. 51

Difesa del Suolo
R. Jappelli: Ancora in tema di difesa del suolo pag. 55
G. Rossi, S. Alecci: Mitigazione del rischio di alluvione e politiche di difesa del suolo dopo la catastrofe di Messina pag. 65


Discussione Acqua e Ingegneria di V.A. Copertino e M. Veltri pag. 71

Sezione II / Aggiornamenti Professionali

Recensione pag. 76

Sezione III / Osservatorio Normativo

Nota introduttiva pag. 78
Elenco delle normative entrate in vigore recentemente pag. 79

Sezione IV / Notiziari A.I.I. ed Enti Collaboratori

A.I.I. pag. 85
AII - Sez. Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta: Lectio Magistralis del Prof. Luigi Butera a cura di G. Bianco pag. 87
AII - Sez. Pugliese: VII Giornata di Studio sul Drenaggio Urbano Sostenibile “Acque reflue e meteoriche: loro possibile riuso e interazione col recapito finale”, Bari, 10 dicembre 2009 pag. 89
Notiziario ITCOLD pag. 91

Sezione V / Calendario pag. 92

Sezione VI / Osservatorio delle società operanti nel settore dell’acqua pag. 93


 

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Martedì 09 Marzo 2010
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