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Ruggiero Jappelli

ANTROPISMO

ANTHROPISM

La manutenzione del costruito si basa su interventi post mortem, che si pongono in atto in caso di difettoso funzionamento di organi essenziali, ma comporta anche ispezioni e verifiche ante mortem per prevenire effetti indesiderati di accadimenti e/o fenomeni. Questi effetti risalgono sempre più spesso ad azioni definite antropiche, perché fanno capo direttamente all’uomo.
Le azioni antropiche, difficilmente prevedibili, perché occasionali, sono dovute a disattenzioni ed errori o a difetti di organizzazione, per esempio, della vigilanza; altre sono conseguenza di comportamenti umani deviati, come attentati, corruzione, furto, inquinamento, omissioni, truffa, vandalismo, nelle forme ben note. Talune risalgono alla progettazione e/o alla costruzione con effetti persistenti durante l’esercizio, anche a lungo termine; sono queste le più difficili da riconoscere, caratterizzare e contenere. 
Accade che vari fattori, come la suddivisione delle competenze, il trasferimento della responsabilità, la soggezione a leggi e regolamenti obsoleti, favoriscano in un perverso intreccio la negligenza e l’ignoranza, incoraggiando perfino la corruzione, tanto che in vari momenti del lungo processo di creazione di una grande opera un onesto operatore non di rado si trova a dover scegliere tra i contrapposti atteggiamenti della dimissione o della collaborazione. Non altrimenti, in tempi di navigazione difficile della cosa pubblica, l’uomo qualunque deve decidere se rifugiarsi nella protesta contro un governo insoddisfacente o adoprarsi per aiutare gli stessi governanti a reggere il timone nell’interesse generale.
Per designare l’ingravescente ricorrenza di indesiderate azioni antropiche, forse più temibili di quelle naturali, si propone qui il termine antropismo. Il fenomeno si inquadra fra i tanti che l’uomo è costretto a fronteggiare per difendere natura e costruzioni, ma anche per proteggere sé da sé. 
In un clima di antropismo crescente sembra opportuno considerare ormai con attenzione ed in modo sistematico le azioni antropiche per proporne coraggiosamente una classificazione e, forse per alcune, un inquadramento accanto alle azioni meccaniche, anche allo scopo di promuovere verifiche che includano entrambe quelle componenti convenzionalmente definite safety e security, difficilmente separabili, della sicurezza.
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