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Anche nel 2013 si sono purtroppo registrate emergenze, in particolare quella recente dell’alluvione in Sardegna, che hanno evidenziato la fragilità del nostro territorio e la complessiva impreparazione alla prevenzione. Se questi eventi non avessero causato morti e ingenti danni, questa frase saprebbe di stanca retorica e banalità. Potrebbe essere ripetuta ogni anno e l’unica variante sarebbe il luogo dove questi eventi si sono registrati. Ma di chi è la colpa ? Del cambiamento climatico? Del massacro territoriale del nostro territorio? Dell’incapacità della classe politica di mettere in pratica le indicazioni di tecnici? Dell’Europa? Del destino cinico e baro? Logicamente coesistono molte cause e un’analisi che abbia la velleità della serietà necessita molto più di queste poche righe. Di certo il nostro Paese, ancora più di altri, si caratterizza per l’incapacità di affrontare le crisi per tempo anche quando è chiaro che prima o dopo si trasformeranno in catastrofi. L’inadeguatezza del sistema depurativo, l’inefficienza del servizio di distribuzione idrica in molte aree del Mezzogiorno, il degrado progressivo delle infrastrutture idriche sono tutte crisi ampiamente conosciute e non affrontate. Certo il dramma delle perdite delle vite umane colpisce differentemente l’opinione pubblica, che tuttavia dopo qualche giorno si abitua e relega la propria indignazione a qualche inchiesta televisiva spesso superficiale. Ma come reagisce la comunità tecnica e scientifica del settore a tutto questo? Mi piacerebbe che anche questa Rivista fosse un veicolo di espressione delle opinioni utili nella ricerca di soluzioni possibili nel contesto economico nel quale ci troviamo. 
Gli argomenti trattati in questo numero nella sezione Memorie riguardano Acquedotti, Depurazione, Difesa Idraulica del Territorio e Idraulica. Gianfranco Becciu e Umberto Sanfilippo in Indicatori di sensibilità al cambiamento climatico delle fonti di approvvigionamento idrico per la pianificazione dei sistemi acquedottistici”propongono un indice sintetico, articolato in sottoindici, per la valutazione della sensibilità al cambiamento climatico delle risorse idriche di diversa natura, quali falde acquifere, sorgenti, corsi d’acqua superficiali e laghi. Il fine è la stima dell’esposizione al rischio di un sistema di approvvigionamento; l’applicazione si riferisce all’acquedotto di Milano.
Giorgio Mannina e Gaspare Viviani in Effetti delle acque di pioggia sull’efficienza degli impianti di depurazione analizzano questo fenomeno, tipico degli impianti a servizio di centri dotati di fognatura a sistema unitario, nel caso di potenzialità medio-bassa e limitatamente ai trattamenti secondari dell’impianto, costituiti da una vasca a fanghi attivi e da un sedimentatore finale a flusso orizzontale radiale. I risultati ottenuti hanno evidenziato che l’impianto subisce una riduzione della capacità depurativa, in misura inversamente proporzionale alla sua potenzialità.
Chiara M. Fontanazza, Gabriele Freni, Vincenza Notaro, Valeria Puleo e Goffredo La Loggia in Generazione di istogrammi sintetici per l’analisi di frequenza degli allagamenti in ambiente urbano propongono una procedura innovativa per la generazione di ietogrammi sintetici più consistenti con gli eventi storici registrati. Questo approccio, anche se teoricamente più complesso dell’utilizzo di ietogrammi sintetici tipo triangolare o Chicago, risulta più aderente alla realtà dei dati storici di allagamento, consentendo così di migliorare l’attendibilità dell’analisi di frequenza degli allagamenti che molto spesso si basa sugli eventi sintetici, in ragione della difficoltà di disporre di una serie di dati storici sufficientemente lunga. Michele Greco in Influenza della scabrezza sulla valutazione del parametro entropico di velocità nelle correnti a pelo libero, basandosi sull’analisi di dati di campo e di laboratorio, riscontra una dipendenza del rapporto fra velocità media della corrente e velocità massima dalla scabrezza del fondo espressa in termini di scabrezza relativa per valori del rapporto fra profondità della corrente e dimensione caratteristica degli elementi di scabrezza inferiore a 4; per valori superiori invece questo rapporto è praticamente costante e prossimo a 0,66.
Nella sezione Note Tecniche trova ospitalità la nota di Antonietta Curci e Umberto Niceforo “Il fossato delle antiche mura di Cittadella”, che ricostruisce le vicende storiche di questo fossato che circonda l’importante complesso architettonico.
La sezione Speciale:Storie di Dighe comprende tre contributi. Ruggiero Jappelli in Premesse ad una storia dell’ingegneria delle dighe in Italia, pur senza nascondersi le difficoltà e le complessità, evidenzia la necessità di un impegnativo progetto che rilegga in una visione unitaria e moderna questo monumentale complesso di opere di cui l’Italia dispone, ma che rischia di invecchiare precocemente senza le necessarie opere di manutenzione e rinnovo; un’altra crisi che, prima o dopo, con ogni probabilità diventerà emergenza. Le due dighe descritte sono oggetto delle note Verso il centenario della Diga Piana dei Greci a cura di Maurizio Ferla e Ruggiero Jappelli e La Diga di Castagnara sul F. Metramo per la Piana di Rosarno-Gioia Tauro a cura di Giuseppe Baldovin, Ezio Baldovin e Giuseppe Buggè. 
Marcello Benedini commenta infine nella sezione Recensioni il libro di Paolo Montin Acque meteoriche di dilavamento pubblicato nel 2012 da Flaccovio Editore.

Il Direttore
Mario Rosario Mazzola

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