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Nella rubrica Discussione di questo numero sono riportate le Osservazioni (controcorrente) sulle disponibilità idriche in Italia di Luigi Da Deppo e Paolo Salandin. Vorrei anzitutto ringraziarli non solamente per avere raccolto il mio invito a presentare in questa rubrica il loro punto di vista, espresso già chiaramente nel libro Acquedotti recentemente recensito in questa rivista, ma anche per averlo ulteriormente argomentato. La loro decisa convinzione della necessità di riavviare in Italia una politica espansiva nel campo delle grandi opere idriche, ed in particolare la costruzione di serbatoi e di opere di trasferimento di risorse fra bacini limitrofi, mi stimola tuttavia ad esprimere alcune considerazioni secondo corrente o comunque che partono da evidenze che in qualche maniera definiscono un quadro della domanda idrica non coincidente con quello ipotizzato nel loro intervento.
Infatti per quanto riguarda le previsioni di domanda civile l’analisi delle revisioni di molti Piani d’Ambito evidenzia che le stime di consumi idrici ipotizzati nelle prime versioni di questi strumenti di programmazione si sono rivelate eccessive, tanto da vanificare spesso la “bancabilità” dei piani. Volendo tradurre questo termine poco elegante in concetti più comprensibili, si può affermare che gli istituti finanziari che avevano valutato che le previsioni di incassi futuri dei gestori avrebbero consentito il rimborso delle rate dei prestiti concessi per la realizzazione delle infrastrutture hanno perso la fiducia in questa possibilità, per cui per concedere o confermare i prestiti ai gestori richiedono un aumento tariffario che compensi la riduzione dei consumi. Ma ancora più preoccupanti sono i valori assoluti dei consumi netti, che oramai in molte città anche grandi - compresi la quota di consumi commerciali e pubblici - sono dell’ordine dei 200 l/ab*giorno ed in parecchi casi minori; il trend è negativo con riduzioni annue dell’ordine del 2-3%. Anche ipotizzando una perdita ammissibile del 30% si arriva ad un consumo lordo di 260 l/ab*giorno, nettamente inferiore al valore ipotizzato di 400 l/ab*giorno. Analogamente i consumi per irrigazione con le tecniche moderne possono presentare sensibili riduzioni rispetto al valore medio di 5.000 m3/ha*anno e l’analisi ex-post di molti progetti irrigui avviati nel passato dimostra che anche a distanza di molti anni l’estensione delle aree effettivamente irrigate è risultata decisamente più contenuta. Inoltre anche il ritorno economico degli investimenti in questo settore non è spesso soddisfacente e quest’elemento induce prudenza nell’avvio di nuovi progetti di espansione.
Esiste una via intermedia fra lo sviluppo non controllato di nuove opere e l’immobilismo, ed è rappresentata dalla faticosa valutazione dei singoli progetti utilizzando le tecniche dell’analisi costi-benefici e ove necessario anche di quella multicriteriale, in accordo anche alle direttive europee e alle consolidate prassi di tutti i grandi finanziatori istituzionali. Solamente la sua diffusione fra i progettisti e le amministrazioni pubbliche può aiutare a identificare i progetti validi, sia che si tratti di nuove opere che di recupero di quelle esistenti, ed in particolare il rinnovo del grande patrimonio di invasi di cui disponiamo. Spero che la discussione continui. 
La sezione Memorie contiene quattro contributi dedicati all’idraulica, all’ingegneria ambientale e qualità delle acque e all’idrologia. Giuseppe Dassie in Modellazione 2D di moti d’acqua superficiali descrive un modello matematico per la risoluzione delle equazioni bidimensionali di Saint Venant con un trattamento particolare del termine sorgente e considerando la propagazione su fondo asciutto. Il modello è stato validato riproducendo numericamente due prove sperimentali di dambreak. Michele Greco, Domenica Mirauda e Antonio Volpe Plantamura in Stima del parametro entropico per correnti stazionarie in presenza di scabrezza intermedia presentano un metodologia speditiva, basata sulla distribuzione entropica di velocità, che consente di ricostruire il campo di moto di correnti a pelo libero in presenza di scabrezza intermedia. Questa metodologia, validata sperimentalmente, dovrebbe consentire nella pratica di effettuare un numero ridotto di misure di velocità in una sezione, con evidenti riduzione di tempi e costi. Roberto Corsino in La rimozione dell’azoto diffuso nel bacino scolante nella laguna di Venezia analizza l’importanza delle fasce tampone boscate per la riduzione dell’azoto, in particolare delle forme nitriche, nel processo di contenimento dell’inquinamento diffuso di origine agricola. Lo studio mette in evidenza l’importanza nel caso studiato della capacità auto-depurative delle reti idrauliche, ed in particolare di quelle minori. Salvatore Manfreda e Leonardo Mancusi in Previsione Idrologica per la produzione idroelettrica descrivono un modello mirato alla previsione idrologica a breve e utile per prevedere la produzione idroelettrica delle centrali ad acqua fluente. Il modello è stato utilizzato nel bacino dell’Aniene e si è dimostrato molto efficace nelle previsioni a 1giorno e meno in quelle a 2 e 3 giorni.
La sezione Note Tecniche contiene tre contributi nel campo delle Costruzioni, dell’Ingegneria Marittima e della Gestione del Servizio Idrico. Ruggiero Jappelli in Frazionamento e incompletezza dei lavori mette in evidenza come la suddivisione in lotti e l’abbandono di lavori pubblici hanno gravi conseguenze non solamente per lo spreco di risorse economiche ma anche per al sicurezza delle opere, ed in particolare modo per le dighe. Edoardo Benassai in Interventi a protezione di un litorale in erosione descrive le prove su modello di una soluzione progettuale, che si sviluppa in due lotti successivi, per la protezione di una fascia costiera in territorio di Agropoli (Salerno). Ennio Trebino, Michele Caturegli, Vincenzo Bonvicini, Mirco Brilli e Riccardo Mori descrivono Un impianto per la rimozione del boro dalle acque destinate all’uso idropotabile nell’ATO Costa. Questo impianto è necessario per rendere compatibile con il consumo civile le acque sotterranee della Val di Cornia, dove l’eccesso di questo elemento chimico è dovuto a fattori naturali.
Infine le Recensioni in questo numero sono quelle dei volumi Analisi dimensionale modellistica fisica di Sandro Longo a cura di Marcello Benedini e Dams in Europe di Paola Manni e Matteo Sbarigia a cura di Ruggiero Jappelli.

Il Direttore
Mario Rosario Mazzola

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