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“L’ambiente non è solo qualcosa da proteggere. Va migliorato continuativamente. In questo modo non solo si eleva la qualità della vita dei cittadini, ma si rafforzano le opportunità di far crescere l’Italia sul piano economico e sociale.”
“In Italia si verificano mediamente sette eventi disastrosi all’anno, con vittime, feriti, migliaia di senzatetto e danni economici ingentissimi, connessi anche alla distruzione di beni culturali ed ambientali. Lo Stato spende in media un miliardo all’anno per riparare i danni causati dal dissesto, mentre per la prevenzione vengono spesi in media 400 milioni di euro all’anno. Il Ministro dell’Ambiente ha stimato che, per mitigare il dissesto idrogeologico e idraulico, sarebbero necessari investimenti pari a 40 miliardi di euro in 15 anni (circa 2,7 miliardi all’anno). Questi dati mostrano come solo integrando la dimensione economica dello sviluppo e quella ambientale si possono promuovere un salto culturale e una maggiore sinergia tra interventi infrastrutturali e di politica industriale e quelli di natura ambientale, nell’ottica del perseguimento di quello sviluppo sostenibile sostenuto a livello globale, su cui l’Italia ha assunto impegni precisi anche nella recente Conferenza dell’ONU “Rio+20”.”
“La tutela delle acque e l’economia dei servizi idrici vanno realizzate salvaguardando le aspettative ed i diritti delle generazioni future a fruire di un integro patrimonio idrico e ambientale. Peraltro, l’acqua è un bene scarso, di rilevanza economica e sociale, da preservare anche attraverso la cura del territorio, la manutenzione dei bacini idrografici, la tutela dei corpi idrici e delle aree di salvaguardia. I servizi idrici relativi al consumo di acqua per uso umano devono avere carattere di accesso universale, ma devono anche realizzare il proprio equilibrio economico e la propria disponibilità ambientale attraverso gestioni definite su ambiti territoriali ottimali. La realizzazione e la manutenzione straordinaria delle opere e degli impianti può essere sostenuta da risorse pubbliche nazionali e comunitarie e da una quota della tariffa, ambedue concorrenti alla dotazione di un Fondo pubblico costituito a tal fine.”
Queste sono le principali frasi dedicate all’acqua, alla sua gestione ed ai suoi effetti sull’ambiente contenute nel documento “Agenda per l’Italia”, redatto dal gruppo di saggi e che il Presidente Napolitano ha consegnato al nuovo governo. Lo spazio di questo editoriale non consente di riportare alcune importanti osservazioni relative all’organizzazione dei servizi pubblici e in particolare del servizio idrico integrato, ma avremo modo di riprenderle in un prossimo numero. Frasi troppo generiche? Enunciazioni di principi senza identificazione di politiche conseguenti? Affermazioni che non riconoscono le elaborazioni sviluppate dalla nostra comunità scientifica e tecnica? Oppure un punto di partenza ed un’occasione per proporre alla politica ed alla società nel suo complesso contenuti programmatici realistici che tengano conto delle condizioni sociali ed economiche del nostro Paese e dello stato organizzativo delle sua amministrazione? O siamo troppo stanchi e sfiduciati per tentarci e preferiamo comprensibilmente rinchiuderci nel nostro perimetro? Questo giornale è sempre aperto ai vostri contributi su questi temi, sia in termini di elaborazione compiuta che nella rubrica dedicata alla discussione.
In questo numero la sezione Memorie contiene quattro contributi dedicati alle alluvioni, ad aspetti generali, all’idraulica e all’ingegneria marittima. Paolo Mazzoli, Marco Bacchini, Paolo Rosetti e Alberto Pistocchi in “Pericolosità idraulica nei territori di pianura. Una proposta metodologica per la pianificazione: il caso della Provincia di Ravenna” descrivono un metodo, che permette di analizzare gli effetti sul territorio dei principali fenomeni di inondazione. Questo metodo è potenzialmente utilizzabile a supporto di una vasta gamma di strumenti per la pianificazione e la gestione idraulica nei territori di pianura. Ruggiero Jappelli in “Archivi della memoria” analizza l’importanza della conservazione dei documenti cartacei raccolti nelle fasi di progettazione, costruzione, controllo ed esercizio delle grandi opere idrauliche come base per ogni intervento di manutenzione e trasformazione. Francesco Calomino e Agostino Lauria in “Moto all’imbocco di un canale rettangolare controllato da una paratoia piana” riassumono i risultati di un’analisi sperimentale che ha consentito di ottenere l’espressione del coefficiente d’efflusso in funzione dell’apertura relativa della paratoia. Valerio Milano, Francesco Gori e Leonardo Venturi in “Elaborazioni statistiche dei rilevamenti della rete mareografica nazionale” analizzano statisticamente i dati delle massime escursioni positive e negative del livello marino e i massimi e minimi livelli raggiunti dal mare, dati rilevanti nella progettazione delle opere marittime.
La sezione Note Tecniche contiene due contributi nel campo degli Acquedotti e Fognature e dell’Idrogeologia. Maurizio Giugni, Paolo Gasperini, Antonio Ranucci e Antonio Santo in “Piano di gestione del rischio per i sistemi di distribuzione idrica e di drenaggio urbano della città di Cuenca (Ecuador)” analizzano per questi sistemi gli scenari di rischio per eventi naturali, inefficienza e sabotaggi e i possibili impatti diretti e indiretti, che sono alla base del piano di gestione proposto, che si basa su misure di mitigazione strutturali e non strutturali a breve, medio e lungo termine. Nicola Cantasano, Fabio Ietto, Giovanni Callegari, Raffaele Froio e Ernesto Infusino in “Studio delle acque sorgive nel territorio comunale di Chiaravalle Centrale
(CZ, Italia)” descrivono le caratteristiche idrogeologiche e geochimiche di queste sorgenti.
La rubrica Discussione ospita un intervento di Ruggiero Jappelli sul metodo progettuale “osservazionale” e sulle sue potenzialità in situazioni dove la conoscenza a priori risulta molto difficile o antieconomica. Va tuttavia evidenziato che questo metodo non è facilmente integrabile nelle procedure contrattualistiche che regolano i lavori pubblici in Italia. Le Recensioni in questo numero sono quelle dei volumi “Fognature” di Luigi Da Deppo e di Caludio Datei a cura di Mario Rosario Mazzola e ”Geologia Applicata” di Giuseppe Sappa a cura di Ruggiero Jappelli. Infine questo numero ospita un ricordo di Edoardo Benassai della figura di Mario Caironi e del suo ruolo nella fondazione dell’“Associazione di ingegneria offshore e marina”.

Il Direttore
Mario Rosario Mazzola

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