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Giancarlo Principato, Fabio Zimbo

STIMA DI TREND DEL REGIME PLUVIOMETRICO PER IL TERRITORIO DELLA REGIONE CALABRIA

TRENDS ESTIMATION OF PLUVIOMETRIC REGIME OF CALABRIA REGION


Sommario
Nella memoria si procede alla valutazione di eventuali trend delle precipitazioni stagionali ed annue, nel periodo 1945-2004, per il territorio della regione Calabria. A tal fine si sono inizialmente interpolate, su una griglia con maglia di lato pari ad 1km, le precipitazioni puntuali mensili registrate, nel periodo esaminato, da alcune stazioni pluviometriche dell’ex Servizio Idrografico regionale, mediante i metodi geostatistici Ordinary Kriging e Lognormal Kriging. In seguito si è proceduto alla valutazione dei trend mediante il test statistico di Mann-Kendall. Le informazioni ottenute in tal modo hanno permesso di valutare i cambiamenti avvenuti negli ultimi 60 anni nel regime pluviometrico dell’intero territorio regionale: in particolare la riduzione di quasi un settimo dell’afflusso annuo complessivo a causa delle drastiche diminuzioni delle precipitazioni autunnali ed invernali nelle aree montuose.
Parole chiave: Geostatistica, Trend delle precipitazioni mensili ed annuali, Test Mann Kendall, Calabria.

Summary
Estimation of possibile trends of seasonal and annual precipitation between 1945 and 2004 in the Calabria region, are considered. To this end, monthly precipitation recorded in this period by some ex regional Hydrographic Service’s rain guauges, are at first interpolated on a 1 km side grid, by means of geostatistics methods: Ordinary Kriging and Lognormal Kriging. Then estimation of trends are carried out with Mann-Kendall statistical test. Results have allowed evaluation of changes in the pluviometric regime in the last 60 years for the whole regional territory: specifically, a one-seventh drop of annual precipitation due to heavy reduction in autumnal and winter months precipitation in mountainous areas.
Keywords: Geostatistics, Monthly and Annual Rainfall Trends, Mann-Kendall Test, Calabria.

Ruggiero Jappelli

THE αυτοψια OF SCYLLA AND CARYBDIS BY LAZZARO SPALLANZANI IN 1788

L’ αυτοψια DI SCILLA E CARIDDI ESEGUITA DA LAZZARO SPALLANZANI NEL 1788


Summary
A review of a paper written by a well-known Italian naturalist of the XVIII century reporting the results of his autopsy of the sea currents in the Messina Strait is offered to the readers of the magazine L’Acqua. With the comments to the scrupulous descriptions of Lazzaro Spallanzani, enriched by a colorful account of the treacherous navigation, A. remarks the anxiety of the scientist in collecting the evidence needed for the confutation of secular prejudices and outlines the importance of a direct inspection of phenomena and happenings, which today unfortunately are often hurriedly and even presumptuously offered to an unaware public by someone who about those facts has no more than an approximate information derived by a doubtful indirect source. The persistent delusion that one experiences when an opportunity is offered to find out by direct observation the differences between reported and inspected facts validates the statement.
Keywords: Marine Current, Whirlpool, Inspection, Observation.

Sommario
Nella memoria si propone la lettura di uno scritto che verte sul viaggio che un illustre scienziato naturalista del XVIII secolo volle dedicare all’osservazione diretta delle correnti nello Stretto di Messina. Nel presentare e commentare le scrupolose descrizioni di Lazzaro Spallanzani, arricchite da un colorito resoconto dell’insidiosa navigazione, l’A. vuole rimarcare l’ansia di raccogliere le prove necessarie per smentire secolari pregiudizi e sottolineare l’importanza di una paziente ispezione diretta di fenomeni ed accadimenti, che oggi sono spesso frettolosamente - e talvolta anche presuntuosamente - presentati ad un pubblico ignaro da chi di quei fatti ha solo sommarie ed imprecise notizie alimentate da dubbie fonti. La delusione, che si prova in molte occasioni nelle quali sia stato possibile istituire un confronto tra il fatto riferito ed il medesimo constatato per autopsia, conferma purtroppo questo pessimistico convincimento.
Parole chiave: Corrente marina, Vortice, Ispezione, Osservazione.

Pasquale Penta

I VARI USI DELL’ENERGIA DELL’ACQUA

THE MULTIFORM USE OF WATER ENERGY


Sommario
Grandi quantità di energia sono contenute nelle acque naturali, e l’uomo può sfruttarla per le proprie necessità. I primi esempi di utilizzo dell’energia dell’acqua risalgono agli ultimi secoli a. C., per il funzionamento di mulini da grano e per altre attività industriali. La scoperta dell’energia idroelettrica, nel diciannovesimo secolo, ha grandemente aumentato la possibilità di utilizzare questa disponibilità. Nel corso della storia possono riconoscersi molti esempi di sfruttamento dell’energia dell’acqua, in Italia, Francia, Grecia e Cina, ed i resti di molte strutture sono tuttora visibili. Al momento presente le principali forme di sfruttamento sono per la produzione idroelettrica, per la quale esistono ancora ampie possibilità in varie parti del mondo. Grande interesse richiama la possibilità di utilizzare l’energia contenuta nel mare, sia nelle onde che nelle correnti marine. In Italia, ove la produzione idroelettrica detiene il 23 % del totale, sono in corso numerose iniziative per il miglioramento degli impianti esistenti e per la realizzazione di nuove strutture.
Parole chiave: Energia, Risorse idriche.

Summary
Water in nature can contain huge quantity of energy, which the man can exploit and use for several purposes. The first cases of water energy utilisation date since the last centuries b. C., with mills and primitive industrial applications. The discover of hydropower, in the nineteenth century, has greatly enhanced the water energy exploitation. Along history several examples of water energy exploitation can be recognised, in Italy, France, Greece and China, of which some remnant are still visible. At the present time the main form of water energy utilisation is the hydropower, for which there is still some possibility of expansion, in many places around the world. Great interest deserves the possibility of using the energy available in the sea, both in the waves and the stream. In Italy, where the hydropower covers the 23% of the total production, several initiatives are in progress, aiming at the improvement of the existing plants and at the development of new facilities.
Keywords: Energy, Water Resources.

Paolo Valgoi

MANUTENZIONE STRAORDINARIA DELLA DIGA DI S. GIACOMO DI FRAELE

EXTRAORDINARY MAINTENANCE OF “S. GIACOMO DI FRAELE” DAM


Sommario
Il presente lavoro ha per oggetto la descrizione degli interventi eseguiti negli anni 2003÷2005, e in corso, e finalizzati al recupero totale della capacità di invaso del serbatoio di San Giacomo di Fraele in Alta Valtellina. Un importante investimento per AEM SPA che consentirà di recuperare circa 15x106 m3 di capacità di invaso da utilizzare poi su un dislivello totale di circa 1600 m. La diga di San Giacomo ha la particolarità di essere controinvasata per circa 35 m di altezza sul piano di fondazione dal sottostante serbatoio di Cancano. Gli obbiettivi del progetto manutentivo sono stati raggiunti attraverso l’appesantimento strutturale dell’opera, la realizzazione dello schermo impermeabile da valle ed il rifacimento a normativa dello schermo drenante in corpo diga ed in fondazione. Grazie a questi lavori si può contare, sia su un maggior peso della struttura sia su un efficace abbattimento delle sottopressioni, fattori concomitanti che concorrono alla verifica a scorrimento della struttura secondo il DM 24 marzo 1982. Nella nuova configurazione la diga risulta inoltre essere completamente agibile ed ispezionabile anche in corrispondenza dei massimi invasi di Cancano. La posa di gunite armata a rivestimento protettivo delle pareti dei vani fra gli speroni, contribuisce infine a preservare maggiormente i calcestruzzi dagli attacchi climatici del ghiaccio e delle forti escursioni termiche. A compendio delle attività manutentive sulla diga vi è la realizzazione di una nuova centrale idroelettrica che utilizza il salto fra i serbatoi di San Giacomo e di Cancano.
Parole chiave: Diga, Sottopressione, Strumentazione, Verifica a scorrimento.

Summary
This paper describes the works carried on with the aim of recover the storage capacity of San Giacomo di Fraele reservoir (located in Alta Valtellina - Central Alps). The dam has the characteristic to be submerged, on the tail side, by the lower reservoir of Cancano, that reaches a maximum level that is 35 metres higher than the dam foundation level. The works started in year 2003 and are still carried on. This important investment will allow AEM to recover about 15x106 cubic meters of reservoir capacity, that will be exploited in a total fall of 1600 m. The goal of the investment is reached by a structural increase of the weight of the dam, by the realization of a grouting screen in the tail of the dam and by the remaking of drainage perforations in the dam foundations. Thanks to the increase in weight and to the decrease of the water pressure causing buoyancy, the Italian law (D.M. 24 marzo 1982) safety rules have been fulfilled. After the rehabilitation works, it is possible to inspect all the parts of the dam, even when Cancano reservoir is at its maximum level. A layer of shotcrete will further increase the weight of the dam and will protect the buttress from ice and thermic excursions. At the same time of the dam rehabilitation works, is being realized a new hydro power plant that exploits the difference of head between San Giacomo and Cancano reservoirs.
Keywords: Dam, Water Pressure Buoyancy, Instrumentation, Slippage Loss Check Out.

Davide Russo, Massimo Canali, Virgilio Fiorotto, Elpidio Caroni

SULLA PREVISIONE DELLE PORTATE DI MAGRA NEI CORSI D’ACQUA NATURALI. Il caso del fiume Tagliamento

DROUGHT FLOW FORECASTING IN RIVERS. The Tagliamento River Case

Sommario
La conoscenza dei regimi di magra di un corso d’acqua naturale a regime permanente riveste particolare importanza sia nell’ambito della progettazione e della gestione dei sistemi idrici (opere di derivazione per scopi irrigui, per impianti di raffreddamento di centrali termiche, per impianti idroelettrici, ecc.) sia nell’ambito della tutela della biocenosi acquatica e dell’utilizzo equilibrato della risorsa idrica stessa. In questo contesto la previsione delle portate di magra è utile per programmare la gestione ottimale della risorsa idrica, ad esempio mediante la gestione degli invasi, limitando i danni che siccità particolarmente gravose possono provocare. Nella memoria è presentato un modello idrologico che, sulla base delle portate medie giornaliere dei primi giorni successivi alla fine del deflusso superficiale, ossia in fase di deflusso ipodermico, è in grado di riprodurre per diverse decine di giorni le fasi di esaurimento delle portate in assenza di apporti meteorici. Il modello è stato testato con più di 30 eventi di magra registrati in 3 distinti bacini di medie dimensioni delle Alpi Orientali in diverse stagioni e differenti condizioni di precipitazioni antecedenti l’inizio del periodo di magra.
Parole chiave: Magre fluviali, Previsione, Recessione, Modelli idrologici.

Summary
The analysis of drought discharge is of utmost relevance not only in the design of water intake structures and in the management of water resources, but also in coping with environmental issues such as the minimum discharge capable to grant survival of river biotic community. In this context, real time drought discharge forecasting could help in sensibly reducing damages or shortages by early application of safeguard rules and optimal management policies such as a proper use of dam water storage. In the paper, a model is developed based on daily discharges, suitable to explain data from Italian average sized basins draining Eastern Alps’ southern slopes. A model is proposed, formed by a parallel of linear reservoirs accounting for interflow and baseflow. To fit model parameters only a few consecutive days of stream flows after the end of a rainstorm are sufficient. Future flow rates are estimated under the hypothesis of persistence of dry weather conditions. The model was tested in application to some 30 drought events as recorded in three hydrographic basins in different seasonal and antecedent precipitation conditions. The testing set provided estimates of future discharges up to 40 days, as checked with reference to the most severe recorded drought.
Keywords: River Droughts, Forecasting, Recession, Hydrological Models.

Pio Bersani, Franca Mangianti

LA PIENA DEL TEVERE A ROMA DEL DICEMBRE 2008

TIBER FLOOD IN ROME ON DECEMBER 2008


Sommario
Nel dicembre 2008, dopo un autunno molto piovoso, intense precipitazioni, in particolare nei giorni 10 e 11 dicembre, hanno provocato una piena del Tevere a Roma, che ha raggiunto all’idrometro di Ripetta l’altezza al colmo di 12,55 m, cui corrisponde una portata di 1800 m3/s. Seconda la nota classificazione di Frosini del 1977, questa piena è stata ordinaria se si considera l’altezza idrometrica ed invece è stata straordinaria se si considera la portata. L’ultimo evento di piena a Roma di questa entità si era registrato circa 20 anni fa, nel febbraio 1986 con un’altezza idrometrica al colmo di 12,40 m. La piena del dicembre 2008 è stata comunque un evento di proporzioni modeste se paragonata all’evento eccezionale del dicembre 1937, che ha fatto registrare un’altezza al colmo a Ripetta di 16,84 m (quindi oltre 4 m superiore) ed una portata al colmo pari a circa 2750 m3/s. L’evento di piena del dicembre 2008 ha destato però molto interesse e preoccupazione per il fatto che alcune piattaforme galleggianti e battelli per il trasporto di turisti si sono disormeggiati e per alcuni giorni hanno occluso alcune arcate di Ponte Sant’Angelo. I maggiori danni a Roma si sono invece avuti nel bacino dell’Aniene all’interno del Grande Raccordo Anulare (G.R.A.), dove l’esondazione di alcuni affluenti dell’Aniene ha allagato aree industriali ed artigianali.
Parole chiave: Piene del Tevere, Fiume Aniene, Roma.

Summary
In December 2008 after a very rainy autumn, particularly severe rainfalls on 10th and 11th caused a Tiber flood in Rome. A peak hydrometric height of 12.55 m at Ripetta station was reached, this level corresponds a peak flow of 1800 m3/s. According to the well-known Frosini classification (1977), this flood was an ordinary one respect the hydrometric height, on the contrary was extraordinary one respect the flow. The last flood event in Rome occurred, in February 1986, about 20 years ago, with a hydrometric peak height of 12.40 m. The flood event of December 2008, anyway, was a modest event in terms of proportions compared with the flood of December 1937: its peak height, at Ripetta station, indeed, was 16.84 m (4 m higher) and peak flow about 2750 m3/s. The flood event of December 2008 has awakened much interest and worriment as some floating platforms and touristboats have been unmoored and have obstructed some arches of Sant’Angelo bridge for some days. On the contrary the greater damages in Rome occurred in Aniene basin, inside the Grande Raccordo Anulare (G.R.A.), where the overflowing of some tributaries of Aniene river flooded industrial and craft areas.
Keywords: Tiber Floods, Aniene River, Rome.

Ugo Majone

SUL CALCOLO DELLA PORTATA DI DIMENSIONAMENTO DEGLI SCARICATORI DI SUPERFICIE DELLE DIGHE

ESTIMATING THE DESIGN FLOW OF DAM SPILLWAYS


Viene presentato un criterio per la valutazione di un valore della portata di piena che possa ritenersi un limite invalicabile da assumere pertanto come base per il dimensionamento degli scarichi di superficie delle dighe.

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