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Antonio Massarutto

QUANTI INVESTIMENTI SERVONO DAVVERO AL SERVIZIO IDRICO ITALIANO?

HOW MUCH INVESTMENT IS REALLY NEEDED FOR THE ITALIAN WATER SERVICE?

1. PREMESSA
Nell’ultimo quindicennio un numero si è fissato nella memoria degli addetti ai lavori del settore idrico: i 100.000 miliardi di lire - poi divenuti 64 miliardi di € - di investimenti che sarebbero serviti per rimettere in sesto le malandate infrastrutture ed adeguarle ai requisiti imposti dalle direttive europee - particolarmente a quelle relative al comparto fognario e della depurazione. Queste cifre, tuttavia, non sono mai state seriamente verificate per valutarne la consistenza. I 100.000 miliardi di cui si parlava negli anni ’90 risultavano dalla classica stima “back-of-envelope” effettuata da alcuni esperti (incrementando la sua autorevolezza passando di bocca in bocca e di convegno in convegno, con un meccanismo ben noto agli appassionati delle Leggi di Murphy), il valore di 64 miliardi di € risulta da una proiezione basata sui volumi di investimenti pianificati dalle Autorità di ambito (Anea e Utilitatis, 2011): piani che tuttavia rappresentano un compromesso tra le “liste della spesa” desiderate dagli amministratori locali e gli incrementi tariffari ammessi dalla regolamentazione nazionale e ritenuti politicamente accettabili.
Il presente articolo tenta di offrire una stima basata su un’analisi più rigorosa, presentando i risultati di una più ampia ricerca, già esposti in forma più ampia in Massarutto (2012) ed Ermano (2012). Partendo da una ricostruzione storica della spesa per investimenti idrici in Italia, si sviluppa successivamente un’analisi basata sul metodo della ricostruzione al nuovo, a partire da funzioni di investimento parametriche e dalla consistenza fisica delle reti in un campione di ambiti territoriali.
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