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Ruggiero Jappelli

PREMESSE AD UNA STORIA DELL’INGEGNERIA DELLE DIGHE IN ITALIA

PREMISES TO A HISTORY OF DAM ENGINEERING IN ITALY

Per la creazione dei grandi serbatoi idrici la tecnica attinge dalle numerose discipline convenzionali dell’Ingegneria Civile, che fanno capo essenzialmente a strutture, idraulica e geotecnica. Malgrado questi solidi agganci, è ormai sempre più evidente la difficoltà di trovare un filo conduttore nella selva delle moderne conoscenze. La causa del disorientamento che oggi in Italia pervade il settore, risale alla lunga interruzione del ritmo di costruzione delle dighe, ma trova anche spiegazione nella carenza di assetto sistematico della materia, che richiede competenze assai differenziate.
Per la sopravvivenza del costruito si avverte l’esigenza di una rivoluzione culturale, che alla sommatoria delle discipline tradizionali sostituisca una visione olistica indirizzata ormai prevalentemente alla tutela del costruito, piuttosto che alla costruzione di nuovi impianti, pur necessari.
Nella memoria si attira l’attenzione dei superstiti cultori della materia sull’opportunità di unire gli sforzi per porre le premesse di una Storia dell’Ingegneria delle Dighe in Italia imperniata sulla storia delle singole opere, ma costruita su una disciplina verticale risultante dall’armonica fusione delle convenzionali discipline orizzontali e dalla cementazione di queste con un tessuto connettivo, nel quale trovino adeguato spazio anche concetti tradizionalmente estranei all’Ingegneria.
Questa costruzione unitaria è ostacolata dall’intrinseca complessità della materia, da una confusa legislazione, dalla carenza di adeguati archivi e di linguaggio comune, dalla labilità della memoria dopo decenni di interruzione dei lavori per nuovi impianti, ma, soprattutto, dalla diffusa inconsapevolezza dell’esigenza di interventi per garantire la sopravvivenza del ricco e monumentale patrimonio di opere, che in Italia hanno ormai raggiunto mediamente il mezzo secolo di vita.
Parole chiave: diga, salvaguardia, serbatoio, sistematica, storia.

In the last century the art of creating in Italy large artificial water reservoirs for different purposes was mainly supported by a basic knowledge derived from conventionally separated fields of hydraulic, structural and geotechnical engineering. The product of such an extraordinary confluence of efforts is a rich patrimony of reservoirs created with a large variety of dams conformed to a number of different dam sites. Peculiarity of such a patrimony is the harmonic coexistence of the water retaining structures with some well-known old monuments and historic sites; dams mark the beautiful Italian landscape like modern monumental buildings; the relevant stories are often interlaced.
In the present century the situation has changed. Financial restraints, exhaustion of suitable dam sites and pressure of a doubtful public opinion supported by a number of environmental associations have determined a noticeable decrease of the rate of new constructions as compared to enduring situations in neighbouring countries. The relevant gap of experience involving more than one generation along the intergenerational transmission chain has caused a decline of the fundamental knowledge in the field. Yet, the safeguard of existing reservoirs demands a new climate focusing on conservation rather than progress of constructions; an integration of classical knowledge with the invention of inspection criteria aimed at evaluating main and minor structural details as well as assessing safe operational modes of existing reservoirs is urgently needed. The valuable heritage of monumental dams and appurtenances, approaching an average age of half a century, demands prompt safeguarding measures. The goal involves possibly a cultural revolution aiming at reverting a sum of conventional disciplines into a holistic sight.
Uneasy obstacles hamper facing the problems with serenity; the educational gap magnified by defects of a systematic asset of a field still supported by horizontal disciplines lacking convenient bonding; the fragmentation of decrees; the lack of adequate archives and accessions; the deficiencies of a common language; the transience of memory after some decennia of interruption of new enterprises. Paper traces an overall view of the Italian patrimony of dams with special reference to its peculiarities and outlines the relevant systematics and protagonists. The transformation of dam stories into an organic history of dam engineering is fostered.
Key Words: Dam, History, Reservoir, Safeguard, Systematics.

 

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