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Editoriale 3-2017

Cari Lettori,
il presente numero della Rivista L’Acqua, organo dell’Associazione Idrotecnica Italiana, è in buona parte dedicato a raccogliere e divulgare memorie presentate al Workshop promosso dal “Gruppo di Lavoro Gestione di Impianti di Trattamento Acque”, tenutosi nell’anno 2016. Il Gruppo di Lavoro, costituito a Brescia nell’anno 1998, sotto la guida del prof. Carlo Collivignarelli, affronta da quasi un ventennio le principali tematiche relative alla gestione degli impianti di trattamento dei reflui urbani e degli impianti di potabilizzazione delle acque.
Questa iniziativa è stata promossa nella convinzione, ormai ampiamente confermata dall’esperienza di campo, che la gestione degli impianti di trattamento delle acque ha sul risultato finale importanza altrettanto essenziale quanto le precedenti, apparentemente più complesse, di progettazione e gestione degli impianti stessi. Tale circostanza è peraltro ormai confermata dai risultati della gestione di numerosi impianti, ubicati su tutto il territorio nazionale, per i quali i benefici conseguenti alla realizzazione dell’impianto sono stati spesso vanificati, in gran parte o addirittura quasi nella totalità, da una gestione inadeguata. 
Il rilievo e l’ampio spazio che L’Acqua dedica alla trattazione di questi argomenti, certamente appartenenti al settore dell’Ingegneria delle Acque, ma finora poco rappresentati nella produzione editoriale, costituiscono una evidente novità editoriale rispetto al passato. In effetti, tale novità è testimonianza del recente ampliamento dello spettro di azione della Rivista, i cui orizzonti culturali si stanno progressivamente e significativamente allargando, grazie anche al rinnovamento della composizione del Comitato di Redazione e del Comitato Tecnico-Scientifico, che ha permesso di incorporare importanti competenze in settori prima poco rappresentati.
Il fascicolo ospita poi un ampio e circostanziato articolo di Giuseppe ed Ezio Baldovin che consegnano alla Storia delle Dighe la grande opera di sbarramento del tipo ad arco-gravità (H=93m), ormai in regolare esercizio sul fiume San Leonardo in Sicilia, concludendo un lungo iter realizzativo che ebbe inizio nel lontano 1935 e che oggi permette finalmente l’approvvigionamento idropotabile per la città di Palermo e dintorni e l’irrigazione di una vasta fascia costiera grazie alla presenza di un invaso della capacità di circa 100 milioni di m3.
Segue poi un articolo corredato da specifica bibliografia nel quale un nutrito gruppo di Autori, composto da Silvano Dal Sasso, Salvatore Manfreda, Giovanna Capparelli, Pasquale Versace, Caterina Samela, Giuseppe Spilotro e Mauro Fiorentino, traccia un quadro di sintesi dei fenomeni alluvionali e dei franamenti diffusi nella Regione Basilicata; le informazioni raccolte, che riguardano il periodo dal 1925 al 2015, consentono di identificare i periodi critici e le zone più frequentemente colpite.
Seguono i contributi ospitati nelle Sezioni “In Breve” e “Discussione”. Il crescente rischio di allagamento di aree urbane è il tema del breve articolo di Patrizia Piro, Giuseppina Garofalo, Gennaro Nigro, Francesca Principato e Francesca Tigani; le strategie per la mitigazione degli effetti del fenomeno possono avvalersi oggi di tecniche avanzate; l’applicazione alla città di Cosenza ne dimostra l’utilità e la versatilità.
Il fascicolo è chiuso da due scritti di Ruggiero Jappelli, che invita al coordinamento degli stimoli culturali provenienti dalle diversificate discipline nei moderni complessi temi dell’Ingegneria Civile.

Armando Brath

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