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Editoriale 6-2016

Cari Lettori,
il presente numero chiude l’annata 2016 della Rivista L’Acqua, organo dell’Associazione Idrotecnica Italiana.
Si è chiuso un anno importante per l’Associazione, nel quale sono state poste le basi e data concreta attuazione alle azioni previste nel progetto di rilancio, intrapreso con il rinnovo delle cariche sociali avvenuto nel settembre 2014. Il bilancio dell’anno concluso si può considerare sicuramente positivo, sia per l’Associazione che per la sua Rivista.
La capacità dell’Associazione di relazionarsi, costruttivamente e incisivamente, sui temi di nostro specifico interesse e competenza, con il mondo esterno, quello delle amministrazioni pubbliche, delle professioni, delle imprese, dell’accademia e degli enti di ricerca, mi sembra significativamente cresciuta nel corso del 2016, come testimoniato, tra l’altro e non soltanto, dallo svolgimento dei numerosi eventi culturali, di rilievo nazionale o regionale, tutti di elevato livello qualitativo e caratterizzati da ampia partecipazione di pubblico, che sia la sede centrale sia alcune sezioni territoriali hanno organizzato nel corso dell’anno.
Anche per quanto riguarda la Rivista L’Acqua, il bilancio dell’anno da poco passato è certamente positivo.
Questa valutazione può essere fatta sotto diversi punti di vista. In primo luogo, va evidenziato che, anche se l’ultimo numero del 2016, quello che adesso state sfogliando, non è ancora allineato con la tempistica prevista, si può ormai considerare quasi completamente colmato il forte ritardo di pubblicazione accumulato nel passato. In secondo luogo, i contenuti pubblicati nel corso dell’anno hanno confermato l’elevato livello qualitativo della Rivista e la sua reputazione. Ciò è testimoniato anche dall’importante riconoscimento che il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo riserva alle pubblicazioni periodiche di elevato valore culturale ai sensi dell’art. 25 della Legge 5 agosto 1981, n. 416; anche nel 2016, infatti, L’Acqua è stata prescelta e premiata nel Gruppo di riviste afferenti a temi dell’Agricoltura, Industria, Commercio, Trasporti, Ingegneria.
Per gli ottimi risultati conseguiti dalla Rivista vorrei ringraziare i molti Autori delle memorie, che abbiamo avuto il piacere di ospitare, e in particolare la Redazione, che, adeguatamente assistita dai Comitati di Redazione e Tecnico-Scientifico, ha svolto un eccellente lavoro. In questo ambito, mi fa piacere menzionare, anche questa volta, Olimpia Arcella e Ruggiero Jappelli, che hanno dato un apporto insostituibile.
L’auspicio con il quale concludo questo editoriale è che, nell’anno 2017, i positivi risultati raggiunti nel corso del 2016 possano essere ulteriormente consolidati. Se nel bilancio dell’anno chiuso, certamente positivo, mi fosse chiesto di individuare una pecca, la indicherei certamente nel fatto che i risultati raggiunti sono il frutto del lavoro di troppo poche persone. In prospettiva, ciò indica, che con un maggior contributo di idee e di impegno personale alla vita associativa da parte di un più ampio numero di Soci, vi sono margini per ottenere, nel nuovo anno e in genere nel futuro, risultati ancora migliori.
Credo che ciò possa essere importante non solo e non tanto per la vita dell’Associazione in sé, ma soprattutto per il contributo che, attraverso l’Associazione, è possibile dare alla soluzione di problemi che, ormai da tempo, caratterizzano nel nostro Paese il settore delle acque, come tanti altri. L’Associazione, pur nella limitatezza dei suoi mezzi, può fare molto in tal senso, favorendo la ripresa di una positiva dialettica culturale fra i diversi attori (amministrazioni, istituzioni, professionisti, imprese, università e enti di ricerca), che operano nel settore.
Con queste considerazioni, Vi auguro buona lettura. 

Armando Brath

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