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DMV - FLUSSO ECOLOGICO IN PRESENZA DI GRANDI INVASI ARTIFICIALI. I risultati del Gruppo di Lavoro ITCOLD ad hoc

MVF - ECOLOGICAL FLOW IN PRESENCE OF LARGE ARTIFICIAL RESERVOIRS. Results from the ad hoc ITCOLD Working Group

1. INTRODUZIONE
Un gruppo di lavoro ITCOLD - Comitato Italiano per le Grandi Dighe – ha sviluppato nel triennio 2013-2015 il tema del deflusso minimo vitale (flusso ecologico, nella definizione più attuale) in corso d’acqua naturale e in presenza di invasi regolati artificialmente.
Ne sono scaturiti un ampio quadro conoscitivo sui profili tecnici, normativi e applicativi della questione, con riferimento alla realtà italiana, e il suggerimento di una visione critica, riflessiva e propositiva sul tema.
Questo “doppio binario” lungo il quale si è mosso il gruppo di lavoro corrisponde in effetti alla doppia valenza che frequentemente, in generale, si riscontra nelle questioni che attengono alla gestione della risorsa idrica:
- da una parte la scientificità dello studio fenomenologico nei suoi vari aspetti, mirata a supportare razionalmente l’impostazione di norme e regole operative (sulle portate di rilascio ecologico in presenza di derivazioni o invasi di regolazione, in questo caso);
- dall’altra l’approccio in chiave sociologica, economica e territoriale che attiene alle politiche e alle sensibilità e responsabilità dei soggetti coinvolti, siano essi i regolatori (impegnati nella produzione di pianificazioni, norme e controlli) o gli operatori (economici, erogatori dei servizi idrici). 
Entrambi questi aspetti sono stati trattati dal GdL con uguale attribuzione di importanza, e con esito in larga parte definitivo, ma anche alquanto aperto e dialettico nel suo ambito soggettivo e interpretativo. 
Questi trovano una loro sintesi e strutturazione nelle norme, così come nelle pratiche di comportamento (degli attori), anche se la situazione che ne consegue non può riconoscersi come del tutto soddisfacente, in quanto: 
- regolatori e operatori, situati in uno schema di interazione correttamente duale, esprimono posizioni divergenti e difficili da conciliare;
- l’approccio normativo sembra preferire ed assumere una certa rigidità, la quale se da una parte garantisce oggettività e imparzialità di trattamento, dall’altra penalizza sito-specificità e scientificità, prerogative invece auspicabili, in generale, soprattutto in presenza dei grandi invasi di regolazione.

 

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