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Editoriale 6-2015

Le vicende della fognatura delle grandi città costiere, come Genova, Napoli e Palermo, risalgono a tempi antichi e si intrecciano con gli interventi per il drenaggio delle acque meteoriche e con le più recenti opere per il disinquinamento delle falde e delle fasce costiere.
Le due storie, che la Rivista offre oggi ai Lettori, Racconto del recupero ambientale del territorio dominato dal Monte Herkte. Il contributo ed il ruolo della bonifica di Marsa ‘At Tin di Guglielmo Benfratello e Sulle origini storiche e sull’evoluzione della fognatura di Napoli di Ettore d’Elia, grazie all’opera di due illustri studiosi, che quelle storie hanno vissuto in gran parte della loro vita accademica e professionale, riguardano le Città di Palermo e Napoli. Entrambe risalgono ai primi insediamenti, ma non hanno una conclusione, perché strettamente legate alla vita ed alla perenne espansione urbana ed industriale; se ne traggono preziosi insegnamenti concernenti il rapporto delle opere con la salute e con la sicurezza pubbliche, ma, soprattutto, sulle conseguenze a lungo termine di scelte strategiche, nelle quali non sempre il complesso intreccio tra pareri ed interessi diversi si è risolto nel senso più favorevole alla comunità.
La rassegna intitolata Le opere realizzate dal Magistrato alle Acque di Venezia a supporto delle operazioni militari nella guerra 1915-1918, che Luigi Da Deppo ha tratto da documenti storici riccamente illustrati, concerne i lavori di costruzione, ricostruzione e manutenzione di argini di sponda e trasversali, conche e canali di navigazione interna, con particolare riguardo alla predisposizione di estese aree da destinare all’allagamento per impedire o almeno ritardare gli spostamenti del nemico. L’esposizione muove dal quadro storico e geografico della Prima Guerra Mondiale. Protagonista di questi interventi di ingegneria idraulica a supporto delle operazioni militari fu il glorioso Magistrato alle Acque di Venezia con competenze di Genio Civile e Militare, oggi dismesso a seguito dell’ignominioso comportamento di alcuni funzionari.
Le due note, Valenze storiche dell’Idraulica nel contesto di un Consorzio di Bonifica a cura di Umberto Niceforo e Origine ed evoluzione della Roggia Rosà di Antonietta Curci sono strettamente legate dal comune tema della storia idraulica del territorio di Bassano del Grappa, che all’acqua del fiume Brenta deve in prevalenza il suo sviluppo. La prima rivela la saggia strategia del Consorzio diretto dall’Autore, che associa alle tecniche oggi disponibili l’antica cura del territorio nei suoi minuti particolari, ai fini del recupero e della valorizzazione di antichi canali ed opere complementari. Ciò senza trascurare la promozione di interessanti ricerche storiche, come quella narrata nella seconda memoria; quest’ultima si riferisce alla Roggia Rosà (rappresentata in copertina del presente numero), ed alla sottesa rete dei canali secondari nel loro mutevole assetto; la ricerca dell’A. si basa sulla raccolta di una ricca documentazione risalente all’Alto Medioevo; non manca un cenno ai conflitti storici sull’uso dell’acqua.
Gli ampi resoconti storici, che la Redazione ha riunito nel presente ultimo fascicolo dell’anno 2015, si concludono con la Breve storia di una monumentale opera di ingegneria di Ruggiero Jappelli, che nei primi anni cinquanta partecipò agli studi intorno alle fondazioni delle due torri di sostegno dei cavi per l’attraversamento elettrico dello Stretto di Messina; l’A. rievoca la grandiosità di quelle strutture, consegnandola ad alcune foto (dicembre 1955) ed al ricordo del suo Maestro Girolamo Ippolito, che della realizzazione di quell’opera fu protagonista.

Armando Brath

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