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SINTESI DELLA TAVOLA ROTONDA

Luciano Franchini

COLLAUDO E VERIFICHE DI FUNZIONALITÀ

Da almeno un decennio, ormai, il Gruppo di Lavoro sulla gestione degli impianti di depurazione dell’Università di Brescia si occupa dell’argomento trattato nella tavola rotonda di oggi.
Ciò risponde alla necessità di capire molto meglio come effettivamente funzionino oggi gli impianti di depurazione, quali siano le loro prestazioni, quali siano i loro limiti strutturali.
E’ indispensabile, infatti, superare la nozione di “potenzialità di trattamento”, che spesso si riduce ad un numero espresso in abitanti equivalenti che poco ha a che fare con la realtà, ed arrivare ad assumere la consapevolezza di quanto sia la reale capacità del depuratore di far fronte al livello di inquinanti proveniente dalla rete fognaria, oggi ed in futuro.
A ciò ben si prestano le pratiche di verifica della funzionalità degli impianti di depurazione illustrate nel seminario. 
Partendo, dal presupposto che un maggiore livello di conoscenza di come sia costruito e come funzioni un impianto costituisce valore aggiunto per tutti gli stakeholder interessati, a prescindere che siano essi il gestore dell’impianto, il controllore ambientale, il regolatore del servizio o il singolo cittadino, per cui non ci dovrebbe essere dibattito sull’opportunità o meno di mettere in pratica le attività di verifica periodica, è necessario addivenire ad una standardizzazione e susseguente regolamentazione delle attività di verifica e collaudo funzionale.
Standardizzare le modalità di verifica e collaudo consentirebbe a tutti gli stakeholder, distribuiti su tutto il territorio regolamentato, di disporre di informazioni raccolte con le medesime modalità e, quindi, più facilmente confrontabili tra loro.
Regolamentare, inoltre, obbliga tutti i soggetti interessati ad adottare il medesimo comportamento virtuoso, che ritengo essere condizione necessaria per il raggiungimento degli obiettivi finali. 
Utile sarebbe che il “collaudo funzionale” assurgesse a disposizione di legge; peraltro è sempre possibile che l’Ente appaltante inserisca le giuste clausole di verifica del funzionamento delle forniture impiantistiche direttamente nel capitolato speciale d’appalto.
L’Ente di controllo deputato all’emissione dell’autorizzazione allo scarico potrebbe, in assenza di una norma di legge che lo imponga, richiedere che vengano svolte adeguate verifiche di funzionalità dell’impianto in occasione, per esempio, del rinnovo dell’autorizzazione stessa. Le verifiche potrebbero, produrre anche un valore attendibile della “capacità residua”, condizione necessaria ai fini dell’autorizzazione al trattamento dei rifiuti liquidi presso i depuratori.

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